Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 76 pagine

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o meno le condizioni per rendere accessibili in formato elettronico i dati dei loro pazienti rilevanti ai fini della cura. L’obiettivo primario della LCIP consisteva in una prima fase nell’ottimizzazione dei processi terapeutici e di conseguenza in un’ampia accettazione della CIP senza obbligo legale9.

Con la modifica della LAMal «Autorizzazione dei fornitori di prestazioni», l’affiliazione a una comunità o comunità di riferimento è diventata obbligatoria a partire dal 1° gennaio 2022 anche per i medici attivi nel settore ambulatoriale appena autorizzati. Pertanto secondo l’articolo 37 capoverso 3 LAMal i medici attivi nel settore ambulatoriale sono autorizzati soltanto se sono affiliati a una comunità o comunità di riferimento secondo la LCIP.

La mozione 19.3955 «Una cartella informatizzata del paziente per tutti i professionisti della salute coinvolti nel processo di cura», presentata il 4 luglio 2019 dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N), è stata accolta dal Parlamento l’8 marzo 2021. Essa incarica il Consiglio federale di elaborare le condizioni quadro legali necessarie affinché tutti i fornitori di prestazioni e i professionisti della salute attivi nel settore ambulatoriale siano obbligati ad affiliarsi a una comunità o comunità di riferimento certificata. L’abolizione della volontarietà di tutti i fornitori di prestazioni di cui alla LAMal contribuirà alla diffusione della CIP.

Modello opt-out per gli abitanti

Secondo il messaggio del 29 maggio 201310 concernente la LCIP, l’apertura e la gestione di una CIP sono volontarie per il paziente. Il principio guida è stato che, in virtù dell’autodeterminazione informativa del paziente, ognuno potrà decidere autonomamente se aprire una CIP e, qualora la abbia aperta, se intende attribuire ai professionisti della salute che lo hanno in cura i diritti d’accesso completi o limitati oppure se non accordarne. Come per i professionisti della salute ambulatoriali, la premessa è stata limitarsi all’essenziale in una prima fase della CIP, migliorare i processi terapeutici e quindi promuovere l’accettazione della CIP senza obbligo legale.

Il successo della CIP dipende però innanzitutto dalla sua diffusione e dall’utilizzazione che ne consegue. Anche il rapporto in adempimento del postulato Wehrli ha evidenziato che a tal fine sono necessarie varie misure, come per esempio l’informazione e l’abilitazione della popolazione e dei professionisti della salute nonché l’incremento della fruibilità e della funzionalità della CIP. In questo contesto diverse misure sono state già adottate (cfr. pag. 25─27 del rapporto in adempimento del postulato Wehrli, non disponibile in italiano) o sono in fase in attuazione. Ciononostante la CIP su base volontaria non ha raggiunto la diffusione auspicata, che quindi dovrà essere promossa ulteriormente affinché la CIP possa contribuire a garantire un’assistenza sanitaria efficiente e di alto livello qualitativo.

Con il presente avamprogetto viene introdotto il modello opt-out per gli abitanti della Svizzera. Esso continuerà a tenere conto del diritto all’autodeterminazione informativa. Per gli abitanti la partecipazione resta volontaria con applicazione del principio

9 FF 2013 4559, in particolare 4585 seg.

10 FF 2013 4559