Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 76 pagine
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maggiore necessità di coordinamento e armonizzazione tra i numerosi attori coinvolti, fra cui rientrano, oltre alle comunità e alle comunità di riferimento decentralizzate, anche gli sviluppatori di piattaforme tecniche, i servizi di certificazione, il servizio di accreditamento e gli emittenti di strumenti d’identificazione elettronici. Confederazione e Cantoni hanno creato già nel 2008 il Centro di competenza e di coordinamento eHealth Suisse al fine di poter soddisfare questa necessità di armonizzazione.
I requisiti posti agli attori di chiarire i processi e prendere decisioni hanno causato rallentamenti. Inoltre la procedura di certificazione delle comunità e delle comunità di riferimento è stata sottovalutata dal punto di vista della durata e delle competenze specialistiche necessarie. Per queste ragioni, non è stato possibile introdurre la CIP ad aprile 2020 come previsto. Nel frattempo risultano certificate otto comunità e comunità di riferimento (eHealth Aargau [emedo], eSANITA [in precedenza eHealth Südost], CARA, Communauté de référence Dossier électronique du patient Neuchâtel [Mon Dossier Santé], Associazione e-Health Ticino [eHTI], comunità di riferimento XAD [xsana], Abilis e AD Swiss), che con il loro bacino di utenza coprono tutta la Svizzera (stato: dicembre 2022).
Già in precedenza il processo di introduzione della CIP ha evidenziato che saranno necessarie altre misure e ulteriori sviluppi per incrementarne l’utilità per tutte le parti coinvolte e garantirne un finanziamento a lungo termine. Nella sua forma attuale infatti la CIP non può sfruttare appieno il potenziale della digitalizzazione.
L’11 agosto 2021 il Consiglio federale ha adottato il rapporto «Elektronisches Patientendossier. Was gibt es noch zu tun bis zu seiner flächendeckenden Einführung? Massnahmen zur Weiterentwicklung des EPD» in adempimento del postulato Wehrli 18.4328 del 14 dicembre 2018 (in seguito: rapporto in adempimento del postulato Wehrli)4. Tuttavia le sfide fondamentali che sono decisive per un successo a lungo termine della CIP non hanno potuto essere sufficientemente affrontate con le misure descritte nel rapporto. Tra queste sfide rientrano in maniera prioritaria un chiaro disciplinamento dei compiti e delle competenze tra Confederazione e Cantoni, l’introduzione di un modello opt-out per gli abitanti della Svizzera e l’estensione dell’obbligo a tutti i professionisti della salute attivi nel settore ambulatoriale.
Il Consiglio federale ha perciò incaricato il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di sottoporre la CIP a una verifica approfondita. Nell’agosto 2021 l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha commissionato una verifica esterna delle competenze costituzionali e quindi del margine di manovra della Confederazione in vista dell’ulteriore sviluppo della CIP. È stato così redatto il parere giuridico del Prof. Dr. Andreas Stöckli, cattedra di diritto pubblico e amministrativo II dell’Università di Friburgo (in seguito: parere giuridico Stöckli).5
4 «Cartella informatizzata del paziente. Che cos’altro si può fare per garantirne il pieno utilizzo?», rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Wehrli 18.4328 del
14 dicembre 2018, disponibile in tedesco e francese all’indirizzo: https://www.bag.admin.ch > Strategia & politica > Strategie nazionali della sanità > eHealth > Attuazione ed esecuzione LCIP > Diffusione e utilizzo della CIP.
5 Stöckli, A. (2021): Rechtsgutachten betreffend Handlungsmöglichkeiten des Bundes zur Weiterentwicklung des elektronischen Patientendossiers, Friburgo (stato: 27.01.2023).