Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/101: Revisione parziale della Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (Legge sui disabili, LDis) · 44 pagine

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VS, VD, ZG, ZH) e delle associazioni mantello dei Comuni e delle città (Unione delle città svizzere,

Associazione dei Comuni Svizzeri).

I pareri critici (segnatamente UDC, Forum PMI e usam) sono motivati soprattutto dai nuovi obblighi imposti agli operatori privati. Le principali preoccupazioni riguardano gli accomodamenti ragionevoli e l’onere che potrebbe gravare sulle PMI.

4.3.1 Fornitori privati di prestazioni destinate al pubblico

Alcuni partecipanti criticano l’assenza di provvedimenti volti a migliorare l’accesso fisico alle prestazioni (segnatamente CDOS, PSS, PEV e Swiss Olympic). La CDOS approva l’obbligatorietà delle norme previste nel settore digitale, mentre per quanto riguarda le prestazioni fisiche propone di rafforzare i provvedimenti nel quadro del programma prioritario «Prestazioni» della politica in favore delle persone disabili 2023–2026. La CDOS menziona l’elaborazione di uno strumento che consenta di rendere accessibili a tutti i servizi di consulenza, a cominciare da quelli in materia di prevenzione e lotta contro la violenza. TI, che peraltro si dice favorevole all’introduzione della nozione di accomodamento ragionevole a patto di rispettare il principio di proporzionalità, è preoccupato dall’assenza di un legame tra accomodamenti ragionevoli e obbligo di eliminare le barriere architettoniche. Anche se la LDis contiene altre disposizioni sull’accessibilità degli edifici, secondo il Cantone è legittimo aspettarsi che l’obbligo di prevedere accomodamenti ragionevoli comprenda anche l’accessibilità fisica alle prestazioni. LU, NW e la CDOS auspicano che la nozione di accomodamento ragionevole sia concretizzata nella legge (in analogia all’art. 2 cpv. 5 LDis) o nel messaggio mediante esempi al fine di chiarirne l’interpretazione. Secondo VD, l’avamprogetto sarebbe più chiaro se si definisse meglio la nozione di «fornitori di prestazioni».

L’Unione delle città svizzere suggerisce di precisare nel testo della legge che le prestazioni comprendono segnatamente l’accesso ai trasporti pubblici, alla cultura e all’informazione/comunicazione, insistendo sulla necessità di definire queste nozioni con maggiore chiarezza.

PARAT ritiene che i fornitori privati di beni dovrebbero essere tenuti a non discriminare le persone con disabilità, in particolare per quanto riguarda i prezzi, le condizioni, l’ordinazione, il pagamento, la restituzione e la garanzia. Il partito sottolinea l’importanza di questa precisazione per garantire la parità di accesso alle prestazioni.

Per quanto riguarda i fornitori privati di prestazioni, il Forum PMI raccomanda l’aggiunta di deroghe per le PMI, segnatamente quando il Consiglio federale emana prescrizioni tecniche sulle norme informatiche. HotellerieSuisse ritiene che, nella pratica, sarà difficile stabilire ciò che è considerato «appropriato» per prevenire discriminazioni nell’accesso alle prestazioni. Questi pareri sottolineano la necessità di tener conto delle condizioni specifiche del settore e delle imprese e di esaminare ciò che è ragionevole e appropriato di volta in volta, tenendo conto segnatamente dei vincoli legati ai vecchi edifici.

L’associazione Glaube und Behinderung mette l’accento sulla necessità di adattare le chiese e le istituzioni religiose per renderle accessibili alle persone con disabilità. Critica inoltre il mancato coinvolgimento delle organizzazioni di aiuto alle persone con disabilità nell’elaborazione dell’avamprogetto e chiede modifiche per garantire l’inclusione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della vita religiosa. In qualità di fornitore di prestazioni, l’associazione Freikirchen.ch riconosce gli sforzi fatti per migliorare l’integrazione delle persone con disabilità, ma ritiene necessario un approccio più concreto, corredato di incentivi finanziari. Le due associazioni sono particolarmente preoccupate per le potenziali conseguenze finanziarie e il carattere vago di alcuni termini dell’avamprogetto.

Swissuniversities sostiene la modifica delle disposizioni sull’accesso alle prestazioni, ma solleva interrogativi sulle loro ripercussioni concrete.

Swiss Olympic sottolinea l’importanza di garantire l’accessibilità delle prestazioni per permettere alle persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita pubblica e sociale. L’associazione menziona i