Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine
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Secondo le imprese consultate, i silos supplementari dovrebbero essere pronti una decina di anni dopo la decisione definitiva di costruzione.
Si tratta di investimenti sul lungo termine. Nella pratica, per ammortizzare le parti fisse delle infrastrutture occorrono 33 anni, per gli impianti 12,5 anni. Con l’ammortamento contabile si garantisce la costituzione di riserve finanziarie sufficienti per la manutenzione e il rinnovo degli impianti. La decisione concernente l’aumento delle capacità di stoccaggio dovrebbe tenere conto del fatto che questi investimenti sono ripartiti sul lungo termine.
Le imprese che, per rispondere al previsto ampliamento delle scorte, investono in nuove infrastrutture vogliono essere certe di poter computare tali costi. Occorre quindi garantire la validità delle indennità per le spese di deposito e i costi di capitale per tutta la durata dell’ammortamento, anche se il Consiglio federale dovesse decidere di ridurre la quantità delle scorte. Le organizzazioni incaricate delle scorte obbligatorie, i depositari di scorte e l’UFAE devono accordarsi, ove necessario, per un approccio idoneo in tal senso.
Le imprese chiedono un sistema di scorte obbligatorie flessibile
Le imprese commerciali sfruttano le capacità libere di stoccaggio principalmente per gestire al meglio le fluttuazioni dei prezzi e dell’offerta sui mercati internazionali. A seguito della crescente volatilità dei mercati, le imprese auspicano un sistema di scorte flessibile che consenta loro di sfruttare una parte delle scorte obbligatorie per le loro necessità aziendali.
I beni agricoli, per via della loro stagionalità, comportano picchi di carico dei silos durante la raccolta. I depositari di scorte obbligatorie di cereali, in particolare, vorrebbero dunque poter ridurre leggermente il volume delle scorte obbligatorie prima di immagazzinare il nuovo raccolto. Ciò permetterebbe di spezzare i picchi di carico dei silos e di ridurre la necessità di creare nuove capacità d’immagazzinamento per il previsto aumento delle scorte obbligatorie, con ripercussioni positive anche sui relativi costi. D’altro canto però, si avrebbe una minore sicurezza dell’approvvigionamento proprio nel momento in cui le giacenze in magazzino provenienti dall’ultimo raccolto sono molto ridotte. Inoltre, riducendo le scorte obbligatorie proprio prima del raccolto si aumenterebbe l’offerta e si eserciterebbe una pressione sui prezzi del nuovo raccolto, senza contare che, nelle cattive annate, bisognerebbe ricorrere alle importazioni per ripristinare le scorte obbligatorie temporaneamente ridotte.
Conclusione: per aumentare le scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali è necessario disporre di strutture aggiuntive (silos) con una capienza di 245 000 tonnellate.
Per ragioni pratiche, l’aumento delle scorte dovrà essere scaglionato su un periodo di circa dieci anni; in caso contrario, si correrebbe il rischio di restringere le capacità di stoccaggio destinate alle necessità aziendali.
La decisione di aumentare le scorte deve essere abbinata alla garanzia, per i depositari delle scorte, di poter continuare a coprire i loro costi d’investimento