Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/20: Diritto d’esecuzione concernente la legge federale sulla promozione della formazione in cure infermieristiche ed entrata in vigore definitiva della legge sulle professioni sanitarie (attuazione della 1ª tappa dell’iniziativa sulle cure infermieristiche) · 71 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sul diritto di esecuzione per l’attuazione della 1ª tappa dell’iniziativa sulle cure
infermieristiche
nelle intenzioni del legislatore. Restrizioni inutili: con le restrizioni inserite nella proposta di attuazione, per esempio la collaborazione in fase di re-assessment e il consenso del medico dopo 18 mesi, si esprime innanzitutto una mancanza di fiducia nei confronti di chi dispensa cure. Ogni prestazione dei collaboratori di organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio è soggetta al controllo dei finanziatori, un ruolo svolto già oggi in larga misura dagli assicuratorimalattie, per esempio. Senza contare che così si tralascia di considerare che le strutture sono responsabili per le azioni dei loro collaboratori.
Secondo BFH, FKG e VFP, con la presente ordinanza non si giungerà all’attuazione del settore autonomo delle cure infermieristiche: gli ostacoli sono sproporzionatamente alti, lontani dalla realtà, rigidi e non motivabili oggettivamente e tecnicamente. Le disposizioni previste ridurrebbero l’autonomia del settore autonomo a un livello meramente formale e creerebbero un elevato onere amministrativo e organizzativo senza apportare alcun rafforzamento dell’assistenza di base, né alcuna riduzione dei costi e valorizzazione delle cure infermieristiche.
Per «infermieri», BFH, FKG e VFP propongono di utilizzare nella versione tedesca la forma femminile e maschile «Pflegefachfrauen und Pflegefachmänner» oppure il termine neutro dal punto di vista del genere «Pflegefachperson».
BFH considera inoltre critici i 2 anni di esperienza professionale in aggiunta a quelli di cui all’articolo 49 lettera b OAMal quale condizione per la prescrizione in autonomia di prestazioni e si esprime criticamente in merito al previsto consenso del medico per il rinnovo della prescrizione dopo al massimo 18 mesi, all’impossibilità di delegare prestazioni all’équipe di cura, nonché all’assoggettamento delle misure infermieristiche alla vigilanza, al controllo, alla decisione o alla prescrizione di un medico.
BSH constata che la Confederazione, con le sue numerose misure in rapida successione, sta assegnando ai fornitori di prestazioni troppi compiti supplementari, con il risultato che non si potrà mai verificare in modo scientifico l’efficacia di alcuna delle misure attuate o previste. I corrispondenti (inutili!?) maggiori costi saranno comunque da pagare. Manca una strategia sovraordinata che abbia come obiettivo fondamentale ciò che la LAMal prescrive per tutte le prestazioni: massima efficienza al minor costo possibile! In generale non si può non notare la tendenza a imporre moltissimi oneri in parallelo, che porterebbero soltanto a una maggiore quantità di dati con il relativo aggravio di compiti amministrativi e distoglierebbero il personale specializzato, già oggi o in un prossimo futuro scarso a tutti i livelli del settore sanitario,
dall’effettiva fornitura di prestazioni al e per il paziente. Tutto questo non comporterà in alcun caso una maggiore efficienza o qualità, ma soltanto un allontanamento ancora più marcato del personale qualificato dalla propria professione. Soprattutto durante l’attuazione dell’iniziativa sulle cure infermieristiche, che è espressione della disperazione del personale infermieristico stanco degli eccessivi compiti amministrativi, delle procedure non efficienti, delle condizioni di assunzione da migliorare, occorre far sì che i nuovi disciplinamenti comportino la minore gravosità amministrativa possibile e abbiano il massimo effetto in termini di possibilità per gli infermieri di fornire prestazioni al e per il paziente. Tutto il resto, inclusi gli oneri amministrativi, va considerato interamente alla luce dei criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità conformemente alla LAMal e deve essere il più snello e preciso possibile.
mfe e PIP accolgono con favore l’importanza attribuita al coordinamento delle cure. Da tempo si attendeva Il riconoscimento del lavoro svolto in questo senso dall’insieme dei professionisti della salute. Per consentire l’attuazione di questo coordinamento, occorre però definirne le condizioni quadro. mfe e PIP si stupiscono della mancanza di disciplinamento in materia, soprattutto in merito al finanziamento. Il lavoro di coordinamento di un’équipe interprofessionale non ha alcuna posizione tariffale specifica e appropriata. La maggior parte degli infermieri non dispone di alcuna posizione tariffale che consenta di rimunerare una sessione di coordinamento interprofessionale in assenza del paziente. La promozione concreta della collaborazione interprofessionale richiede innanzitutto che la politica e i tariffari riconoscano il tempo richiesto dal coordinamento delle cure integrate. Il coordinamento è una prestazione
fondamentale per la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti, e può evitare ospedalizzazioni o esami inutili. Non ci si può attendere un coordinamento delle cure sistematico se il tempo che i professionisti della salute del settore ambulatoriale vi dedicano non è rimune-