Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/45: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2024 · 14 pagine
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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2024 Rapporto esplicativo
OSiti
Per determinare il comportamento delle emissioni, i campioni devono essere sottoposti a un test di eluizione a lungo termine (ad es. prova dell’eluito OSiti ampliata con i rapporti acqua/solidi W/F 0,1, 0,2, 0,5, 1, 2, 5, 10) e a un test lisimetrico sul campo su vasta scala.
Se il test di eluizione a lungo termine mostra che non si superano i valori di concentrazione (per le acque sotterranee) o 10 volte il valore di concentrazione (per le acque superficiali) secondo l’allegato 1 OSiti, il materiale può essere trasferito in sito senza rischi per l’ambiente. Se i valori di concentrazione corrispondenti vengono superati, è necessario calcolare le immissioni a breve e lungo termine del materiale trattato da conferire in discarica nei beni da proteggere rilevanti per il sito, utilizzando modellizzazioni matematiche (ad es. TransSim). Inoltre, deve essere verificata la conformità con l’articolo 9 capoverso 2 e con l’articolo 10 capoverso 2 OSiti. I rifiuti possono essere ricollocati solo se si può dimostrare in modo inequivocabile che i valori di concentrazione determinanti nelle immediate vicinanze dell’area di deflusso delle acque sotterranee o nei punti di immissione o di infiltrazione delle acque superficiali non sono superati permanentemente.
In linea di massima, nessun materiale che superi i valori di concentrazione di cui all’allegato 1 OSiti nel test di eluizione a lungo termine e nei test sul campo su vasta scala deve essere ricollocato in suoli carsici. Questo, per via della scarsa conoscenza delle condizioni idrogeologiche, motivo per cui le modellizzazioni matematiche non forniscono risultati affidabili per questi suoli.
Il materiale ricollocato deve trovarsi ad almeno 2 m sopra il livello naturale massimo delle acque sotterranee calcolato su un periodo di dieci anni ed essere esposto unicamente al dilavamento causato dalle precipitazioni. Le barriere idrauliche (come impermeabilizzazioni della superficie, dei fianchi o del fondo) o le misure attive (come le misure «pump and treat») volte a migliorare le condizioni del sito non devono essere considerate nella valutazione del pericolo, poiché l’assenza di emissioni deve essere garantita anche a lungo termine e senza manutenzione.
11/14 054.10-00772/00002/00018/R114-1275