Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/91: Approvazione e attuazione della Convenzione di Lubiana-L’Aia sulla cooperazione internazionale in materia di indagini e di azione penale per il crimine di genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e altri crimini internazionali · 44 pagine
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i crimini commessi in Ucraina e altrove» che chiede al Consiglio federale di chiarire la posizione della Svizzera in merito alla Convenzione di Lubiana-L’Aia. Nel parere del 17 maggio 2023 relativo all’interpellanza, il Consiglio federale ha ribadito la sua volontà di creare una base legale in materia di cooperazione internazionale che potesse essere ratificata dal maggior numero possibile di Stati. Ha anche confermato la partecipazione della Svizzera alla conferenza diplomatica di Lubiana e il suo impegno per l’adozione di una convenzione compatibile con il diritto internazionale vigente, con le definizioni dei crimini secondo lo Statuto di Roma e con i principi del diritto svizzero.
In merito al crimine di aggressione, il 18 marzo 2022, il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga ha depositato la mozione 22.3362 «Lotta contro l'impunità. Trasposizione nella legislazione svizzera del crimine di aggressione definito dallo Statuto di Roma». La mozione, accolta il 27 settembre 2022 dal Consiglio degli Stati e il 16 marzo 2023 dal Consiglio nazionale, è stata trasmessa al Consiglio federale con il mandato di elaborare un progetto legislativo.
Diritto comparato, in particolare rapporto con il diritto europeo
L’attuazione della Convenzione di Lubiana-L’Aia non pone alcun problema di compatibilità tra il diritto svizzero e quello dell’Unione europea (UE). Tre dei sei membri del core group sono infatti Stati membri dell’UE, inoltre molti Stati UE hanno negoziato e firmato la Convenzione, ad oggi sottoscritta da 36 Stati tra cui la Svizzera e i seguenti Stati UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cechia, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia, compreso il Liechtenstein. Il contributo di questi Stati si vede, ad esempio, nelle disposizioni sulla protezione dei dati.
Inoltre la Convenzione riprende in sostanza il tenore di varie convenzioni internazionali cui la Svizzera ha aderito, tra cui in particolare lo Statuto di Roma, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (UNCAT)18, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC)19, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (UNTOC)20, il Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (PA II CEAG)21 e la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata22.
Finora il crimine di aggressione secondo la definizione convenuta a Kampala è stato codificato da 16 Stati tra cui: Austria, Cechia, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Georgia, Germania, Lichtenstein, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Paesi Bassi e Slovenia23. La maggioranza degli Stati elencati può esercitare la giurisdizione universale per il crimine di aggressione24. Inoltre diversi Stati europei, tra cui Lettonia, Lituania, Moldavia e Portogallo, hanno codificato nel loro diritto fattispecie simili all’aggressione prima che tale crimine fosse introdotto nello Statuto di Roma25.
18RS 0.105
19 RS 0.311.56
20 RS 0.311.54
21 RS 0.351.12
22 RS 0.103.3
23 Cfr. Annegret Hartig, Making Aggression a Crime Under Domestic Law, Berlino (Springer) 2023, pag. 8.
24 Cfr. Annegret Hartig, Making Aggression a Crime Under Domestic Law, Berlino (Springer) 2023, pag. 359.
25 Cfr. Annegret Hartig, Making Aggression a Crime Under Domestic Law, Berlino (Springer) 2023, pag. 364 seg. 8/44