Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/25: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2025 · 11 pagine

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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2025 Rapporto esplicativo

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5 Ripercussioni

5.1 Ripercussioni per la Confederazione

La modifica dell’articolo 17 precisa e aggiorna una prassi che l’UFAM applica già da molti anni. Non sono da prevedere ripercussioni per la Confederazione.

In qualità di autorità responsabile dell’esecuzione della Convenzione di Basilea, da anni l’UFAM si trova ad affrontare un forte aumento delle domande di esportazione e di importazione di rifiuti. Se nel 2003 erano state presentate 559 domande, da allora il numero si è stabilizzato intorno alle 1000 all’anno. A queste si aggiungono tra le 150 e le 350 domande di transito attraverso la Svizzera. Il motivo è la crescente specializzazione e internazionalizzazione della gestione dei rifiuti. Ad esempio, per la valorizzazione dei rifiuti servono spesso diverse fasi procedurali, che vengono eseguite da varie imprese di smaltimento in Svizzera e all’estero. Inoltre, nell’ambito della Convenzione di Basilea è stato deciso di sottoporre all’obbligo di notifica le plastiche miste.

Oltre al rilascio delle autorizzazioni, è aumentato anche il lavoro di consulenza per il numero crescente di attori, l’elaborazione delle domande di modifica, i controlli delle prove dello smaltimento e la restituzione delle garanzie finanziarie, la gestione dei conferimenti errati e il coordinamento con le autorità estere interessate.

Con il passaggio parziale allo scambio elettronico dei documenti relativi alle domande, l’UFAM non richiede più agli esportatori di inviare le copie a tutte le autorità coinvolte. Tuttavia, ciò comporta che l’UFAM deve produrre delle copie se l’autorità estera insiste nel riceverle in forma cartacea.

A causa dell’aumento del numero di domande e dell’onere supplementare necessario per trattarle, da diversi anni non è più possibile evadere le domande entro i termini di legge con l’attuale organico dell’UFAM (5,8 equivalenti a tempo pieno e 1 apprendista). Ciò ha provocato numerosi reclami da parte delle imprese interessate. In alcuni casi, queste hanno dovuto rimandare i trasporti programmati a causa della mancanza dell’autorizzazione e hanno dovuto affrontare difficoltà nello stoccaggio.

Per trattare le domande entro i termini, dal 2025 saranno necessari ulteriori posti per un totale di 0,8 equivalenti a tempo pieno. Le uscite supplementari per il personale saranno finanziate dall’aumento della tassa di base per il rilascio delle autorizzazioni d’esportazione e di importazione, che passerà dagli attuali 700 a 800 franchi. I posti di lavoro aggiuntivi non avranno pertanto ripercussioni sul bilancio della Confederazione. L’aumento moderato degli emolumenti è giustificabile, soprattutto in considerazione dei servizi aggiuntivi forniti dall’UFAM per gli esportatori.

5.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni

Le modifiche previste sono di natura formale o riguardano il traffico transfrontaliero di rifiuti. Pertanto, nessuna ha ripercussioni dirette sui Cantoni e sui Comuni.

5.3 Ripercussioni per l’ambiente e l’economia

Siccome la valorizzazione materiale non è sempre possibile in Svizzera, in futuro sarà espressamente possibile l’esportazione di alcune frazioni di rifiuti urbani raccolte separatamente (ad es. la plastica proveniente dalle economie domestiche) finalizzata al riciclaggio dei materiali. Ai sensi dell’economia circolare, questo comporta potenzialmente una maggiore percentuale di riciclaggio dei materiali e un minore impatto ambientale (minore consumo di risorse).

Le frazioni combustibili provenienti dalla selezione di rifiuti non raccolti separatamente dell’industria e dell’artigianato non potranno più essere esportate. Per ragioni di costo, ciò potrebbe indurre le imprese a raccogliere separatamente più rifiuti per destinarli alla valorizzazione materiale, un ulteriore fattore, questo, che consentirebbe di ridurre il consumo di risorse.

Il divieto di esportazione dei rifiuti vegetali provenienti dalla manutenzione di giardini e parchi da parte di imprese in caso di sufficienti capacità di trattamento in Svizzera riduce il numero di trasporti all’estero e il relativo impatto ambientale. Questo consente un migliore sfruttamento degli impianti di trattamento