Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/106: Legge federale sul rispetto degli obblighi di neutralità in relazione alla situazione in Ucraina · 11 pagine
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Se le disposizioni in questione non venissero mantenute nell’O-Ucraina, le esportazioni di merci tornerebbero a essere regolamentate dalla legge sul materiale bellico (LMB; RS 514.51) e dalla legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI; RS 946.202). Tuttavia, si creerebbero delle lacune rispetto alle attuali norme dell’O-Ucraina, pertanto le esportazioni di beni utilizzabili a fini materiali verso l’Ucraina non potrebbero essere sufficientemente vietate e la Svizzera rischierebbe di essere accusata di violare i propri obblighi di neutralità.
Ciò è dovuto al fatto che la definizione di materiale d’armamento ai sensi dell’articolo 2a dell’O- Ucraina è molto ampia e comprende anche alcuni beni che non sono regolamentati né nell’allegato 3 dell’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI; RS 946.202.1) (beni militari speciali), né nella LMB (materiale bellico), ad esempio attrezzature paramilitari, alcuni componenti o tecnologie per droni.
Anche i beni per il rafforzamento militare e tecnologico o per lo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza (art. 5 dell’O-Ucraina), i beni e le tecnologie per la navigazione marittima (art. 9a dell’O-Ucraina) nonché i carboturbi e gli additivi per carburanti (art. 9b dell’O-Ucraina) non sono regolamentati né nella LMB né nella LBDI. Se venisse a mancare la base giuridica che consente di imporre restrizioni su tali beni per un uso in Ucraina, non si potrebbero mantenere in vigore gli attuali provvedimenti nei confronti dell’Ucraina.
Poiché le sanzioni nei confronti della Russia comprendono anche i divieti di fornitura di servizi in relazione ai suddetti beni, in quanto utilizzabili anche a fini militari, se venissero a mancare le disposizioni che prevedono tali divieti la Svizzera potrebbe rispettare solo in parte gli obblighi derivanti dal diritto della neutralità – e solo se i servizi rientrano nel campo di applicazione della legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all’estero (LPSP; RS 935.41).
Una situazione del genere non sarebbe compatibile con il principio della parità di trattamento previsto dal diritto della neutralità, il quale obbliga la Svizzera a trattare le parti di un conflitto armato internazionale in modo paritario per quanto riguarda l’esportazione e il transito di beni utilizzabili a fini militari da parte di privati (art. 7 in combinato disposto con l’art. 9 della Convenzione concernente i diritti e doveri delle Potenze e delle persone neutrali in caso di guerra per terra).
L’abolizione delle misure esistenti relative ai beni in questione per scopi militari sia nei confronti della Russia che dell’Ucraina sarebbe compatibile con i principi della politica di neutralità della Svizzera. In questo caso il pari trattamento delle parti in conflitto sarebbe garantito. Tuttavia, l’abolizione delle misure previste dagli articoli 2a, 4, 5, 9a e 9b dell’O-Ucraina è contraria allo scopo dichiarato dell’ordinanza stessa, più volte ribadito dal Consiglio federale, di rafforzare l’effetto delle sanzioni dell’UE e di impedire eventuali operazioni di elusione attraverso il nostro Paese. La Svizzera rischierebbe altrimenti di creare una normativa diversa da quella dell’UE per quanto riguarda l’esportazione e il transito di beni utilizzabili a fini militari verso la Russia o la fornitura dei servizi correlati o la concessione dei diritti di proprietà intellettuale correlati. Le misure relative ai beni utilizzabili a fini militari sono significative nell’ottica dell’obiettivo di limitare le capacità di uno Stato che conduce una guerra in violazione del diritto internazionale. L’abolizione delle misure comporterebbe un rischio elevato di aggiramento delle sanzioni, anche se si tratta di un numero ridotto di transazioni, e di conseguenza la reputazione della Svizzera potrebbe risultarne fortemente danneggiata.
1.2.2. Modifica della legge sugli embarghi
Per mantenere tutte le disposizioni dell’O-Ucraina, sarebbe possibile in linea di principio modificare la LEmb. Inserendo un nuovo articolo, si potrebbe conferire al Consiglio federale la facoltà di estendere interamente o in parte ad altri Stati le sanzioni esistenti. Tuttavia, un tentativo di revisione della LEmb che prevedeva proprio questo è fallito nel 20223.
All’epoca il Consiglio federale aveva proposto di aggiungere nella LEmb l’articolo 2 capoverso 2bis per conferire al Consiglio federale la facoltà, se la tutela degli interessi del Paese lo richiede, di
3 FF 2020 611