Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/112: Modifica della legge federale sulla protezione delle acque per la protezione delle acque sotterranee e l’aumento dell’efficienza depurativa degli impianti di depurazione delle acque di scarico · 55 pagine
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1.1.2 Depurazione delle acque di scarico
Depurazione delle acque di scarico comunali in Svizzera
Le acque di scarico comunali vengono depurate per eliminare feci e sostanze inqui- nanti al fine di proteggere le persone e gli organismi acquatici. Gli IDA sono stati costruiti in gran parte a partire dagli anni 1960/70, quando nelle acque si rinveniva una forte presenza di acque di scarico inquinate. Prima che venissero costruiti gli IDA, non di rado si interveniva con divieti di balneazione per fiumi, torrenti e laghi, dove si registravano morie di pesci e residui di schiuma. Negli ultimi decenni sono stati dismessi diversi IDA di piccole dimensioni, allacciandoli a IDA vicini per incremen- tare l’efficienza della depurazione e dei costi, nonché la sicurezza d’esercizio. Nel 2015 erano in funzione complessivamente 770 IDA, oggi ce ne sono all’incirca 700.
Gli IDA svizzeri rimuovono oltre il 90 per cento del carbonio e del fosforo presenti nelle acque di scarico. Tuttavia, circa due terzi degli IDA non dispongono ancora dei metodi di depurazione che da diverso tempo sono impiegati per eliminare i composti azotati ammonio e nitrito, oppure la loro eliminazione non è sufficiente. Circa 80 IDA non soddisfano i requisiti per le immissioni di ammonio in vigore dal 1998 per preve- nire effetti pregiudizievoli sulla qualità delle acque. Inoltre, negli IDA svizzeri il com- posto azotato nitrato viene eliminato in media solo per il 50 per cento circa. In Ger- mania e in Austria, dove a partire dagli anni ’90 sono in vigore norme più severe e gli standard tecnici esistenti sono stati attuati con sistematicità, già oggi viene superato l’80 per cento di eliminazione media. In Francia e in Italia, i requisiti per l’elimina- zione dei nitrati si applicano solo nelle aree classificate come sensibili, dove si otten- gono tassi di eliminazione superiori al 75 per cento. In futuro, gli IDA dovranno rag- giungere una capacità di eliminazione dell’80 per cento in tutti gli Stati membri dell’UE (v. cap. 3).
Al fine di proteggere le risorse di acqua potabile e le acque, dal 2016 alcuni IDA sono tenuti ad adottare misure per l’eliminazione delle sostanze organiche in tracce (all. 3.1
n. 2 n. 8 OPAc). Si tratta degli i) IDA di grandi dimensioni, ii) IDA di medie dimen- sioni ubicati nel bacino imbrifero di laghi e iii) IDA che scaricano in corsi d’acqua con una quota elevata di acque di scarico. Per effetto di queste prescrizioni, entro il 2040 circa 140 dei circa 700 IDA ridurranno notevolmente l’immissione nelle acque di sostanze organiche in tracce.
Ripercussioni sull’ambiente
La carenza negli IDA svizzeri di standard tecnici per il trattamento delle acque di scarico produce un impatto sull’ambiente, poiché le acque sono inquinate dalle im- missioni di nitrito e ammonio, tossici per i pesci. Ogni anno gli IDA scaricano nelle acque circa 22 000 tonnellate di composti azotati, principalmente nitrati. Ciò favorisce la comparsa di cianobatteri tossici per le persone e gli animali e contribuisce all’ec- cessiva concimazione dei delicati ecosistemi acquatici nei fiumi e nei mari.
L’eliminazione insufficiente di azoto porta anche all’emissione di protossido di azoto nell’atmosfera. Si tratta di un gas 265 volte più dannoso per il clima rispetto al bios- sido di carbonio (CO2). Gli IDA svizzeri emettono circa 1800 tonnellate di protossido di azoto all’anno. Tale quantità corrisponde a circa il 70 per cento delle emissioni di gas serra degli IDA e a circa l’uno per cento delle emissioni di gas serra della Sviz- zera.