Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/116: Controprogetto indiretto (Legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese) all'iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell'ambiente» · 147 pagine

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Rapporto esplicativo AP-LGSI

Nella ponderazione globale, il progetto salvaguarda le condizioni costituzionali della libertà economica, della proporzionalità e della tutela degli interessi dell’economia nazionale. Le ingerenze sono limitate al necessario, impostate in modo differenziato e ammortizzate da misure di accompagnamento. Il progetto è pertanto conforme al diritto costituzionale.

6.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera

Il presente controprogetto indiretto è compatibile con gli impegni internazionali della Svizzera, tra i quali gli obblighi derivanti dall’adesione a un’organizzazione internazionale o da trattati bilaterali e multilaterali, specialmente dagli accordi del 21 giugno 1999 e del 26 ottobre 2004 con l’UE («Bilaterali I e II»), dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) o dai Patti I e II dell’ONU.

In quanto Stato firmatario e membro di diversi trattati internazionali in materia ambientali – come la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’Accordo di Parigi, la Convenzione sulla diversità biologica, la Convenzione di Minamata sul mercurio, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e altri strumenti multilaterali rilevanti406– la Svizzera è vincolata agli obblighi derivanti. È inoltre tenuta a osservare gli obblighi derivanti dal diritto consuetudinario. Gli obblighi internazionali in materia di cambiamenti climatici sono pure stati oggetto di una perizia della Corte internazionale che illustra il diritto attualmente vigente per la Svizzera. Le prescrizioni legali nazionali, in particolare nel settore dell’obbligo di diligenza delle imprese, devono essere adeguate a questi obblighi internazionali e consentire l’integrazione dinamica di potenziali obblighi futuri al fine di garantire la coerenza e l’efficacia del quadro normativo svizzero nell’ambito della responsabilità ambientale e del rispetto di norme internazionali.

La maggior parte degli Stati partner della Svizzera prevedono considerevoli ripercussioni della CSDDD sulle loro relazioni economiche con l’UE. Approvano le discussioni in corso sulla pertinente direttiva Omnibus dell’UE, poiché una riduzione degli obblighi di diligenza e una semplificazione amministrativa agevolerebbero gli oneri per le imprese di Stati terzi, diminuendo la pressione regolatoria e i potenziali ostacoli all’accesso al mercato.

Esigenze legate all’obbligo di diligenza nelle catene di approvvigionamento globali possono esplicare un effetto extraterritoriale e limitare il commercio. Un obbligo di identificare ed evitare rischi connessi ai diritti umani e all’ambiente lungo la catena del valore può ad esempio indurre le imprese a sfavorire prodotti provenienti da Paesi con norme sostanzialmente meno severe. In questo contesto sono soprattutto Paesi come la Cina, l’India o l’Egitto a criticare la CSDDD, ravvisando nelle esigenze relative alle norme ambientali e sociali ostacoli commerciali nascosti. Inoltre, regolamentazioni in materia di Stati terzi che richiedono l’introduzione di estesi sistemi di verifica della diligenza e

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