Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/20: Approvazione delle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro e n. 191 sugli emendamenti alle norme correlati al riconoscimento di un ambiente di lavoro sicuro e salubre come principio fondamentale · 47 pagine

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competitività delle imprese e comportano perdite economiche11. Secondo uno studio commissionato dall’OIL, la violenza e le molestie sul lavoro hanno un costo di oltre un miliardo di sterline e causano una perdita di produttività che oscilla tra il 4 e il 7 per cento per le vittime o i testimoni, il che potrebbe tradursi in un calo complessivo della produttività pari all’1,5–2,0 per cento12. La convenzione prevede una serie di misure che gli Stati devono attuare, in particolare il divieto e la prevenzione della violenza e delle molestie, l’applicazione di sanzioni, nonché l’accesso a meccanismi di ricorso e di risarcimento per i lavoratori vittime di violenza e di molestie. La convenzione contribuisce quindi attivamente allo sforzo collettivo degli Stati per creare un livello di protezione elevato contro la violenza e le molestie sul lavoro. La ratifica da parte della Svizzera sarebbe un segnale estremamente forte in tal senso e contribuirebbe all’impegno a livello internazionale.

In terzo luogo, in un prossimo futuro, la Svizzera sarebbe uno dei pochi Paesi dell’Europa occidentale a non aver ratificato la convenzione. Nessuno dei Paesi partner della Svizzera capirebbe la sua mancata ratifica, ritenuta prioritaria. La Svizzera si priverebbe di un marchio riconosciuto a livello internazionale e rischierebbe di isolarsi.

Quarto, è interesse della nostra economia, orientata all’esportazione, promuovere standard minimi internazionali per garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenere la produttività. Dal momento che il livello di protezione contro la violenza e le molestie in Svizzera è già molto elevato, è importante che altri Stati adottino a loro volta questi standard. La ratifica della convenzione da parte di un numero elevato di Paesi contribuisce dunque a migliorare le condizioni di lavoro nel mondo assicurando nel contempo una concorrenza equa. Per questo, la Svizzera dovrebbe essere fonte di ispirazione dando l’esempio.

Quinto, come esposto nel capitolo 1.3, la ratifica della Convenzione n. 190 rientra tra diversi obiettivi da realizzare dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile e nella Strategia Parità 2030 del Consiglio federale. La ratifica della Convenzione n. 190 contribuisce alla coerenza negli impegni internazionali e nelle strategie nazionali di lotta contro questo fenomeno.

Infine, con la ratifica la Svizzera si mostra solidale con gli obiettivi della Convenzione

n. 190 e ne condivide i valori espressi senza dover adeguare la sua legislazione o la sua prassi che sono compatibili con la convenzione. In particolare, la convenzione contiene clausole dette di flessibilità come «nella misura in cui sia ragionevolmente fattibile» e «misure adeguate e proporzionate al rispettivo livello di controllo» (art. 9 e 10 lett. f). Queste clausole hanno lo scopo di limitare gli obblighi derivanti dalla convenzione a ciò che è ragionevolmente fattibile e di lasciare un certo margine di manovra allo Stato membro. In questo senso, consentono alla Svizzera di ratificare la Convenzione n. 190. La ratifica non comporta né l’adozione né la modifica di leggi o di ordinanze, come confermato in un parere legale informale dell’Ufficio internazionale

11 Consultabile al seguente indirizzo: Home page dell’OIL →Recherche et publications →Publications essentielles -> Données d’expérience sur la violence et le harcèlement au travail : première enquête mondiale

12 Helge Hoel, Kate Sparks and Cary Cooper, THE COST OF VIOLENCE/STRESS AT WORK AND THE BENEFITS OF A VIOLENCE/STRESS-FREE WORKING ENVIRONMENT, rapporto commissionato dall’Organizzazione internazionale del Lavoro (OIL), Ginevra 8/47 (2009). Consultabile al seguente indirizzo: THE COST OF VIOLENCE