Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/27: Tassa sul chilometraggio dei veicoli elettrici / Imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici · 152 pagine
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al loro impiego effettivo, secondo un approccio più equo. Uno svantaggio significativo di questa variante è la possibilità di eludere l’imposta. In particolare per i proprietari di immobili con accesso alle prese domestiche ed eventualmente industriali (p. es. i proprietari di case unifamiliari) la sottrazione dell’imposta è relativamente semplice. Altri punti a sfavore dell’imposta sulla corrente di ricarica sono la possibile doppia imposizione dei «piccoli veicoli» tassati forfettariamente durante la ricarica presso impianti registrati nonché le disparità di trattamento nell’assoggettamento all’IVA a seconda del luogo in cui si effettua la ricarica.
L’imposta forfettaria della soluzione transitoria è solo in rari casi equivalente dal punto di vista fiscale alle imposte sugli oli minerali e penalizza chi percorre un chilometraggio annuale inferiore alla media.
Conclusione
Le varianti «chilometraggio» e «corrente di ricarica» presentano diversi vantaggi e svantaggi, che devono essere attentamente soppesati. La prima soluzione è vincente in termini di elevata sicurezza delle entrate, costi complessivi inferiori e maggiore facilità di attuazione; comporta tuttavia un cambiamento di sistema che potrebbe riscuotere scarso consenso tra i detentori dei veicoli, tra l’altro a causa dell’utilizzo di dati del veicolo in caso di conteggio esatto del chilometraggio percorso in Svizzera.
La soluzione relativa alla corrente di ricarica risulta più familiare in considerazione del nesso diretto tra il consumo di energia e l’impiego del veicolo e offre un sistema facilmente comprensibile con una tariffa unitaria. Tuttavia, è tecnologicamente complessa, comporta costi elevati e un lungo orizzonte temporale per l’attuazione e richiede pertanto una soluzione transitoria. A ciò si aggiungono un rischio maggiore collegato all’attuazione e il pericolo di subire perdite sulle entrate difficili da stimare con l’elusione e il «turismo della ricarica».
Nel complesso la variante relativa al chilometraggio appare più solida ed efficiente, mentre quella sulla corrente di ricarica, basata sulla tassazione tradizionale dell’energia secondo le imposte sugli oli minerali, presenta maggiori ostacoli nell’attuazione. La scelta consiste sostanzialmente nel dare la priorità alla fattibilità pragmatica o piuttosto a un rapporto più stretto con l’imposizione del consumo di energia.