Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/27: Tassa sul chilometraggio dei veicoli elettrici / Imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici · 152 pagine
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Figura 40: Confronto dei costi delle varianti
In milioni di franchi Variante Variante
chilometrag- corrente di rigio carica Ottica generale Costi d’implementazione 41540
Costi d’esercizio per 10 anni (2030−2039) 857862
Totale costi d’esecuzione 8981402
Entrate lorde per 10 anni (2030−2039) 17 900 16 800 Quota costi d’esecuzione in % delle entrate lorde 5,0 % 8,3 % Ottica della Confederazione Costi d’esecuzione Confederazione (incl. indennità agli organi 898750
d’esecuzione)
Prodotto netto Confederazione 17 002 16 050
A causa delle differenze di arrotondamento, i valori sommati possono differire leggermente dal totale.
Percezione da parte dei detentori di veicoli e dei soggetti fiscali
Sebbene la variante relativa al chilometraggio sia più comprensibile e si basi sull’utilizzo dell’infrastruttura stradale, potrebbe essere percepita dai detentori di veicoli come un cambiamento di sistema difficilmente condivisibile, poiché passa da una misurazione basata sulla fonte energetica consumata a una basata sul chilometraggio, tra l’altro differenziata per genere di veicolo e peso. L’impiego di dati del veicolo potrebbe inoltre evocare timori sulla protezione dei dati e destare sfiducia, quindi riserve nei confronti di questa variante. L’autodichiarazione rappresenta un’opzione per i cittadini diffidenti, in quanto sono utilizzati i dati del veicolo, che tuttavia non sono trasmessi in forma automatica o digitale. Un altro aspetto positivo da sottolineare è che le esigenze di collaborazione da parte dei detentori di veicoli sono limitate. La variante relativa al chilometraggio potrebbe essere percepita anche come più equa poiché esclude praticamente le possibilità di elusione della tassa.
La variante relativa alla corrente di ricarica offre un nesso più diretto tra consumo di energia e impiego del veicolo, analogamente all’imposta sugli oli minerali («la ricarica corrisponde al rifornimento»). Non richiede dati del veicolo, pertanto i detentori dei veicoli potrebbero ritenere che la protezione dei dati è ottimale. La tariffa unitaria rende il sistema facilmente comprensibile. Né i detentori dei veicoli né i conducenti devono soddisfare esigenze in termini di obbligo di collaborare (salvo il fatto che possono ricaricare i loro veicoli solo su impianti registrati). Viceversa, i gestori degli impianti di ricarica devono adempiere requisiti severi e la dotazione e l’adeguamento sono complessi e onerosi. La possibilità che determinati gruppi di automobilisti eludano facilmente l’imposizione potrebbe essere avvertita come iniqua.
Ulteriori incentivi ed effetti collaterali
La variante relativa al chilometraggio rappresenta per il traffico merci pesante un onere fiscale equivalente a quello dell’attuale imposta sugli oli minerali, ma per le automobili e i veicoli commerciali leggeri richiede talora l’adozione di soluzioni speciali per i veicoli esteri. Rappresenta un incentivo a percorrere tragitti più brevi. Per i veicoli ibridi plug-in la tariffa fiscale è ridotta forfettariamente del 50 per cento e non tiene conto dei chilometri effettivamente percorsi in modalità elettrica, pertanto l’equivalenza non è sempre garantita.
Nella variante relativa alla corrente di ricarica si applica invece una tariffa unitaria, che per il traffico pesante rappresenta un’imposizione fiscale notevolmente maggiore e quindi non equivalente all’imposizione sugli oli minerali. La variante privilegia veicoli energicamente efficienti, inoltre tassa i PHEV in base