Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/45: Modifica dell’ordinanza sui fondi propri (attuazione delle misure previste dal rapporto del Consiglio federale sulla stabilità delle banche e dal rapporto della Commissione parlamentare d’inchiesta) · 52 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’ordinanza sui fondi propri – Attuazione delle misure definite nel rapporto del Consiglio federale sulla stabilità delle banche e nel rapporto della Commissione parlamentare d’inchiesta
software iscritto a bilancio17 per un settore d’attività che la banca intende abbandonare può perdere molto valore. Se la banca deve vendere un settore d’attività in tempi ristretti, può esigere un prezzo anche per il software iscritto a bilancio, ma è altamente incerto quanto riuscirà a ottenere poiché il software può essere irrilevante o ridondante per l’acquirente. Per quanto riguarda il trattamento prudenziale del software, sono determinanti le prescrizioni in materia di presentazione dei conti applicate dalla banca. Ai sensi degli «International Financial Reporting Standards» (IFRS), il software viene spesso classificato come valore patrimoniale immateriale. Se una banca iscrive il software come valore patrimoniale immateriale, dal punto di vista prudenziale questo deve essere dedotto al 100 per cento dai fondi propri di base di qualità primaria conformemente allo standard minimo di Basilea18. Il software può essere trattato anche come un investimento materiale sulla base delle prescrizioni in materia di presentazione dei conti valevoli per una banca («United States Generally Accepted Accounting Pinciples» [US-GAAP] o ordinanza FINMA del 31 ottobre 201919 sui conti). Per gli investimenti materiali, lo standard minimo di Basilea20 prevede una ponderazione in funzione del rischio pari al 100 per cento. Ne consegue che una banca che applica le corrispondenti prescrizioni in materia di presentazione dei conti necessita di fondi propri in misura di gran lunga minore rispetto a una banca in cui il software deve essere dedotto al 100 per cento dai fondi propri di base di qualità primaria. Non ha senso che per il software vi siano esigenze prudenziali diverse in materia di fondi propri che dipendono da una valutazione in funzione delle prescrizioni applicate in materia di presentazione dei conti.
Le attività fiscali differite («deferred tax assets», DTA) sono valori patrimoniali di un’impresa sotto forma di pretese nei confronti delle autorità fiscali. Tali pretese possono essere soddisfatte mediante compensazione con i crediti fiscali sugli utili futuri. Ne sono un esempio le DTA derivanti da riporti di perdite, se questi riporti possono essere compensati con gli utili futuri per la determinazione dell’imposta sull’utile, oppure le DTA derivanti da differenze temporanee, per le quali il bilancio fiscale richiede che il valore patrimoniale sia iscritto o ammortizzato in modo diverso rispetto al bilancio commerciale. Anche in questo caso, la pretesa fiscale può essere compensata con un futuro credito fiscale risultante dall’imposta sull’utile. In tutti i casi, il mantenimento del valore delle attività fiscali differite dipende dal fatto che l’impresa, in un orizzonte temporale rilevante per le autorità fiscali, generi un utile sufficiente e sia tenuta a pagare su di esso imposte adeguate a compensare le pretese. Nel caso di Credit Suisse, nel 2022 esistevano ampie attività fiscali differite, in particolare nelle filiali estere. Queste erano in parte il risultato delle perdite subite durante e dopo la crisi finanziaria oppure dovute al pagamento di multe. Altre DTA esistevano in virtù della legislazione fiscale estera e mantenevano il loro valore fintantoché Credit Suisse poteva presupporre che i rispettivi enti giuridici avrebbero realizzato utili sufficienti in futuro. Con la ristrutturazione annunciata nel terzo trimestre 2022, le prospettive di guadagno in queste giurisdizioni si sono tuttavia ridotte in modo durevole e significativo. Le DTA hanno così perso valore e hanno dovuto essere ammortizzate, il che ha comporta l’immediato annullamento di circa la metà dell’aumento di capitale effettuato contestualmente. Una banca può sì cercare di esigere un prezzo per le attività fiscali differite, se a causa di una crisi si trova costretta a
17Il software sviluppato internamente o acquistato viene iscritto a bilancio conformemente alle prescrizioni
applicate in materia di presentazione dei conti.
18Tutti i rimandi a paragrafi dello standard minimo di Basilea nell’OFoP e nel commento ai singoli articoli si
riferiscono ai riferimenti di cui all’allegato 1 OFoP, non hanno alcuna pretesa di completezza e producono un effetto giuridicamente vincolante solo nei casi in cui vi sia un rimando esplicito anche nel testo dell’ordinanza. La versione determinante dello standard minimo di Basilea può essere consultata sul sito web della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI): www.sif.admin.ch > Politica e strategia dei mercati finanziari > Regolamentazione dei mercati finanziari > Basilea III > Standard minimi di Basilea. Le abbreviazioni (p. es. CAP) si riferiscono ai rispettivi capitoli dello standard minimo di Basilea.
19 RS 952.024.1
20 Banca dei regolamenti internazionali (BRI), Basel Framework, CRE 20.110, consultabile all’indirizzo: CRE20 - Standardised approach: individual exposures