Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/63: Approvazione della modifica al trattato sulla Carta dell’energia · 40 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 8Fedlex · Rapporto esplicativo
per le energie rinnovabili (IRENA) godono dello status di osservatori in virtù di una decisione dell’ECC, il massimo organismo di governo del Trattato.
L’ECT prevede meccanismi per la composizione delle controversie tra investitori e Stati (Investor-State Dispute Settlement, ISDS) e tra Stati (State-State Dispute Settlement, SSDS). Si tratta della base giuridica più frequentemente invocata a livello mondiale per azioni ISDS. Anche alcune imprese svizzere hanno intentato azioni in virtù dell’ECT per tutelare i propri investimenti, in parte con esito positivo.6 Finora ancora nessun tribunale arbitrale ha emesso una sentenza contro la Svizzera in virtù dell’ECT. Delle 172 azioni legali ISDS pubblicamente note avviate sulla base dell’ECT, oltre la metà riguarda investimenti nelle energie rinnovabili in Stati membri dell’UE, in particolare a seguito di modifiche retroattive dei sistemi di promozione o di cambiamenti del contesto normativo, ad esempio in Spagna, Italia e Germania.7
Per la Svizzera, che ha un’economia aperta di medie dimensioni con risorse energetiche limitate, la cooperazione internazionale nel settore energetico è imprescindibile per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento nazionale. Regole internazionali in materia di commercio e transito di prodotti energetici e di tutela degli investimenti nel settore dell’energia – tanto in Svizzera quanto all’estero – rispondono agli interessi del nostro Paese. Secondo la Banca nazionale svizzera nel 2023 gli investimenti diretti effettuati all’estero nel settore dell’energia da imprese svizzere sono ammontati a 8,8 miliardi di franchi, mentre quelli effettuati in Svizzera da imprese estere hanno raggiunto gli 0,8 miliardi di franchi.
Le imprese e i fondi svizzeri investono nel settore energetico quasi esclusivamente negli Stati membri dell’UE e dell’AELS. A partire dal secondo decennio degli anni 2000 gli investimenti si sono concentrati in misura sempre maggiore su centrali elettriche a fonti rinnovabili. Anche i gruppi internazionali con sede in Svizzera investono in infrastrutture energetiche all’estero. Esempi noti in tal senso sono i gasdotti Nord Stream e Trans Adriatic Pipeline (TAP). Gli investimenti diretti esteri nel settore energetico in Svizzera hanno un volume più contenuto rispetto agli investimenti diretti svizzeri all’estero, ma sono comunque significativi. Si possono citare a titolo esemplificativo le partecipazioni alla raffineria di Cressier, all’oleodotto per cherosene Sappro, che rifornisce l’aeroporto di Ginevra, alle reti delle stazioni di servizio, al gasdotto di Transitgas o a centrali idroelettriche.
1.2 Critiche al Trattato sulla Carta dell’energia e recesso di Parti contraenti
Negli ultimi anni l’ECT è stato criticato da alcune Parti contraenti, da organizzazioni non governative e da organizzazioni ambientaliste, che lo ritengono incompatibile con gli sforzi volti a compiere la transizione energetica e a proteggere il clima. Tra gli argomenti
6 Alpiq contro la Romania (annullamento di un contratto di fornitura di energia idroelettrica), OperaFund / Schwab, DCM Energy, EBL contro la Spagna (riduzione degli incentivi per l’energia solare), Festorino / altri contro la Polonia (esplorazione di gas), Nord Stream 2 contro l’UE (gasdotto), RSE contro la Lettonia (riduzione degli incentivi per le energie rinnovabili), AET contro la Germania (partecipazione a una centrale a carbone), Suntech contro l’Italia (riduzione degli incentivi per le energie rinnovabili). Fonte: UNCTAD Investment Policy Hub.
7 Vedi www.energychartertreaty.org > Cases > Statistics