Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/67: Proroga e modifica dell’ordinanza sul contratto normale di lavoro per il personale domestico · 17 pagine

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Nel 2023, su richiesta della CT federale, il Consiglio federale ha proceduto per la prima volta a un adeguamento eccezionale e anticipato dei salari minimi del CNL (+2,2 %) a causa di un tasso di inflazione relativamente elevato. Dato che l’ISS riflette in parte il rincaro, si è trattato effettivamente di un adeguamento anticipato dei salari minimi. L’aumento del rincaro nel 2022 (+2,8 %) e nel 2023 (+2,1 %) si è ripercosso con un certo ritardo sull’evoluzione dei salari nominali. Pertanto, l’evoluzione di questi ultimi nel 2023 (+1,7 %) e nel 2024 (+1,8 %) è stata nettamente superiore a quella degli anni precedenti, caratterizzati da un rincaro debole o negativo. In media, tra il 2011 e il 2022 i salari nominali sono aumentati dello 0,6 per cento all’anno.

Nella seduta del 2 luglio 2025 la CT federale ha deciso di chiedere al Consiglio federale un aumento dei salari minimi basandosi, come in passato, sull’evoluzione dei salari nominali pubblicata dall’UST dopo l’ultima proroga del CNL. Propone di aumentare i salari minimi del CNL con effetto dal 1°gennaio 2026 in base all’evoluzione dei salari nominali del 2022 (+0,9 %), 2023 (+1,7 %) e 2024 (+1,8 %). I salari minimi del CNL dovrebbero quindi essere adeguati al rialzo complessivamente del 4,4 per cento. Occorre tuttavia tenere conto dell’adeguamento anticipato dei salari minimi deciso nel 2023, dato che l’evoluzione dei salari nominali nel 2023 e nel 2024 riflette già in parte l’aumento del rincaro. La CT federale chiede un aumento totale del salario minimo del 2 per cento, pari a 40 centesimi, il quale ad esempio per la categoria «Lavoratori non qualificati» passerebbe da 19,95 a 20,35 franchi.

Come già menzionato, il capoverso 2 dell’articolo 360a CO stabilisce che i salari minimi non possono pregiudicare gli interessi generali né gli interessi legittimi di altre cerchie della popolazione o di altri rami. Devono tenere adeguatamente conto degli interessi delle minoranze dei rami o delle professioni in questione, dovuti a diversità regionali o aziendali.

La figura 8 mette a confronto i salari minimi del CNL personale domestico per la categoria «Lavoratori non qualificati» con le corrispondenti categorie di salario minimo dei CCL di rami che svolgono attività simili, ossia il CCL per il settore del prestito di personale, il CCL dell’industria alberghiera e della ristorazione, il CCL per il settore delle pulizie della Svizzera tedesca e il CCL per il settore delle pulizie della Svizzera romanda. Per il personale domestico pagato a ore, va sottolineato che i salari minimi stabiliti nell’ordinanza non comprendono le indennità per vacanze e giorni festivi. Quando si confrontano i salari minimi della CNL personale domestico con i salari minimi di altri settori di attività si deve ad esempio tenere conto delle diverse normative in termini di giorni festivi o di vacanza. Il confronto viene quindi effettuato tenendo conto delle indennità per vacanze, giorni festivi o per un’eventuale 13ao 14amensilità.

Includendo l’indennità per un giorno festivo (1° agosto) e quattro settimane di vacanza, il salario minimo (indennità incluse) per la categoria salariale «Lavoratori non qualificati» ammonterebbe dal 1° gennaio 2026, secondo la proposta della CT federale, a 22,14 franchi. La figura seguente mostra che questo salario minimo è inferiore ai salari minimi garantiti dai CCL nei rami in questione, ad eccezione di alcune categorie salariali applicabili alle piccole imprese o alle aziende stagionali secondo l’allegato 1 del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria alberghiera e della ristorazione