Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/68: 23.325 s Iv. ct. ZH. Flessibilizzazione temporanea degli orari di apertura dei negozi · 22 pagine
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dei grandi operatori e indebolirebbe ulteriormente la diversità nel commercio al dettaglio. Travail.Suisse mette inoltre in guardia da un effetto moltiplicatore, poiché un incremento del lavoro domenicale nel settore della vendita comporterebbe un aumento degli impieghi domenicali anche in altri settori, come i trasporti pubblici, le pulizie o i servizi di sicurezza. La SIC ritiene che i presunti vantaggi per i consumi e i centri città non siano né empiricamente provati né sostenibili; gli orari di apertura supplementari causerebbero piuttosto uno spostamento temporale dei consumi e una maggiore pressione sulla produttività. Anche la SYNA ritiene che orari di apertura più lunghi non portino a un aumento del fatturato, bensì aumentino i costi e mettano sotto pressione soprattutto i negozi più piccoli. Poiché la produttività nel commercio al dettaglio è superiore al livello pre-pandemia e il comportamento dei consumatori sta cambiando radicalmente, non vi è motivo di allentare ulteriormente il divieto di lavoro domenicale. Secondo Unia l’argomentazione di una presunta «crisi del commercio al dettaglio» non è plausibile: il commercio al dettaglio si è ripreso dalla pandemia, il fatturato è aumentato e la produttività è superiore rispetto a prima della pandemia.
L’USS fa presente inoltre che la protezione dei lavoratori nell’ambito del lavoro domenicale rimane di competenza esclusiva della Confederazione e che normative cantonali divergenti porterebbero a una disparità di trattamento e a una pressione concorrenziale. A suo parere, la normativa vigente è già sufficientemente utilizzata dai Cantoni.
SYNA e Unia criticano il titolo fuorviante, poiché l’iniziativa non prevede alcun limite temporale, ma triplica in modo permanente il numero di vendite domenicali esenti da autorizzazione da quattro a dodici. Secondo Unia la proposta era stata respinta dal Parlamento appena tre anni fa.
Travail.Suisse e Unia annunciano che si batteranno contro la modifica di legge con tutti gli strumenti disponibili; secondo Unia, se necessario con un referendum. La SYNA sottolinea che un’estensione del lavoro domenicale a dodici domeniche non è negoziabile.
USS, SYNA e Unia respingono la proposta di minoranza, poiché un contratto collettivo di lavoro non deve servire a peggiorare, bensì a migliorare le condizioni di lavoro. Per Unia l’estensione a dodici domeniche non è negoziabile, anche nel quadro di un CCL. Chiede di aumentare la protezione, non di diminuirla, e respinge qualsiasi indebolimento della legge sul lavoro.
Se il progetto dovesse comunque essere approvato, la SIC chiede con urgenza un contratto collettivo di lavoro d’obbligatorietà generale, una commissione paritetica per verificare le conseguenze e
un’indennità finanziaria vincolante per il lavoro domenicale di almeno il 50 per cento.
7 Posizioni delle altre cerchie interessate
7.1 Posizioni generali in breve
24 sono i pareri pervenuti da altre cerchie interessate. Dieci sostengono il progetto, tre esprimono riserve o hanno esplicitamente rinunciato a prendere posizione e undici lo respingono.
7.1.1 Sostenitori dell’iniziativa (approvazione) Associazioni dell’economia e dei datori di lavoro: CP, FER, Swiss Retail Federation, GVBS, Forum PMI (maggioranza), SAB, Trade Valais, Trade Fribourg
I sostenitori presentano argomenti prevalentemente di natura economica e orientati alla concorrenza. Le associazioni economiche e dei datori di lavoro come CP, FER, GVBS, Forum PMI, SAB, Swiss Retail Federation, Trade Fribourg o Trade Valais sostengono il progetto ritenendo molto serio il
problema della crescente concorrenza del commercio online, del turismo degli acquisti e delle
regolamentazioni speciali per il turismo. Sono del parere che l’aumento delle aperture domenicali contribuisca a rafforzare i centri città, a rivitalizzare i centri delle località, ad aumentare il numero di visitatori e a garantire posti di lavoro. La misura rispetta il federalismo, poiché i Cantoni possono