Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/68: 23.325 s Iv. ct. ZH. Flessibilizzazione temporanea degli orari di apertura dei negozi · 22 pagine

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flessibilità riduce lo svantaggio a livello di concorrenza rispetto al commercio online e ai negozi nelle stazioni ferroviarie o negli aeroporti e contribuisce a rivitalizzare i centri urbani. L’UDC vede nella modifica proposta un mezzo per rafforzare la competitività del commercio al dettaglio rispetto al commercio online e al turismo degli acquisti. Inoltre, ritiene che l’estensione sia efficace per soddisfare le esigenze dei consumatori e sostenere il commercio stazionario.

PLR, PVL e UDC sottolineano che i Cantoni restano liberi di fissare il numero di vendite domenicali in base alle esigenze locali. Secondo l’UDC ciò garantisce la sovranità cantonale in materia di orari di apertura dei negozi.

Il PLR ritiene che anche dodici domeniche di vendita all’anno siano ancora troppo restrittive.

Il PVL respinge la proposta di minoranza di vincolare la flessibilizzazione all’esistenza di un contratto collettivo di lavoro nel Cantone. Questo requisito non è necessario e costringerebbe i negozi più piccoli a stipulare un CCL, il che potrebbe comportare svantaggi a livello di concorrenza rispetto ai

commercianti online.

EVP, UDF, Verdi e PS respingono nettamente la modifica prevista della legge sul lavoro.

Il PS critica il fatto che il progetto aumenterebbe da quattro a dodici le vendite domenicali esenti da autorizzazione e normalizzerebbe il lavoro domenicale senza creare alcun beneficio sociale o

economico rilevante. Sottolinea l’onere elevato e lo stress che il commercio al dettaglio comporta per i collaboratori, in particolare per le donne e i lavoratori stranieri, a causa di orari di lavoro irregolari,

attività fisicamente dure e salari bassi. Il progetto accentuerebbe i problemi legati alla conciliazione tra vita professionale e privata, i rischi per la salute, il burnout e i costi sociali, sacrificando una domenica libera, preziosa per la società. I Verdi avvertono che un’estensione del lavoro domenicale

peggiorerebbe le condizioni di lavoro già difficili nel commercio al dettaglio e comprometterebbe la salute fisica e psichica dei collaboratori. Il giorno di riposo comune è indispensabile per lo svago, la famiglia e la coesione sociale. L’UDF sottolinea l’importanza della protezione dei lavoratori: un

aumento del lavoro domenicale aggrava il carico di lavoro e aumenta stress e rischi per la salute. La domenica riveste inoltre un significato sociale, culturale e sanitario particolare in quanto giorno di riposo comune che rafforza i legami familiari, le relazioni sociali e la vita ecclesiale. L’EVP sottolinea che la domenica libera comune è indispensabile, poiché consente lo svago, la vita familiare, la

socializzazione e il volontariato e rafforza la coesione sociale. La domenica è inoltre un importante bene culturale e religioso e parte del patrimonio giudaico-cristiano. Aumentare il lavoro domenicale incrementerebbe lo stress dei lavoratori e metterebbe a rischio la loro salute, poiché i giorni di riposo comuni sono fondamentali per ridurre lo stress e conciliare lavoro e vita privata.

Dal punto di vista economico, l’UDF non vede alcun vantaggio: l’apertura non determina un aumento del fatturato, ma solo uno spostamento degli acquisti e incide negativamente in particolare sui negozi più piccoli. I Verdi sottolineano che l’estensione degli orari di apertura non genera un aumento del fatturato e non è sostenibile: il consumo verrebbe semplicemente distribuito, i negozi di piccole e medie dimensioni subirebbero una pressione maggiore e la concentrazione del mercato

aumenterebbe. Secondo l’EVP un aumento delle vendite domenicali non favorisce l’incremento dei consumi, poiché la spesa è legata al potere d’acquisto; comporterebbe semplicemente un

trasferimento di fatturato, favorendo soprattutto i grandi commercianti al dettaglio. Inoltre, non vede una riduzione significativa della concorrenza rispetto al commercio online, disponibile 24 ore su 24, il cui vantaggio non risiede negli orari di apertura, bensì nella struttura dei prezzi e nella comodità.

EVP e UDF criticano il titolo fuorviante del progetto, non trattandosi di una flessibilizzazione

«temporanea», ma di un aumento permanente delle vendite domenicali da quattro ad almeno dodici.

Secondo PS e Verdi, la normativa vigente (massimo quattro domeniche e deroghe per le regioni turistiche) è sufficiente. Per il PS tutela i lavoratori, promuove la coesione sociale e la salute mentale e fisica.