Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/68: 23.325 s Iv. ct. ZH. Flessibilizzazione temporanea degli orari di apertura dei negozi · 22 pagine
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vendite domenicali, tenendo conto delle differenze regionali e delle esigenze locali e garantendo nel contempo la protezione dei lavoratori. L’introduzione di ulteriori domeniche di vendita potrebbe
soddisfare l’esigenza di maggiore flessibilità da parte dei clienti e rafforzare la competitività del
commercio al dettaglio rispetto a quello online.
3.1.1 Sostenitori dell’iniziativa (approvazione) Appenzello Esterno, Appenzello Interno, Berna, Basilea-Campagna, Friburgo, Ginevra, Grigioni, Lucerna, Obvaldo, Sciaffusa, Svitto, Soletta, Ticino, Uri, Zugo, Zurigo
Questi Cantoni sostengono il progetto e vedono nell’estensione delle domeniche di vendita una
moderata flessibilizzazione che consente di reagire alle esigenze dei clienti e alla concorrenza del commercio online. Sottolineano l’approccio federalista, che lascia ai Cantoni la libertà di determinare autonomamente il numero e le date nel rispetto delle disposizioni sulla tutela del lavoro.
Argovia, Nidvaldo, San Gallo
Anche questi Cantoni approvano il progetto, non desiderando privare gli altri Cantoni di competenze più estese. Ritengono tuttavia che da loro non sia necessario aumentare il numero delle domeniche con negozi aperti.
3.1.2 Sostegno limitato all’iniziativa Glarona, Giura, Vaud
Questi Cantoni sostengono in linea di massima la flessibilità, ritengono tuttavia che l’aumento a dodici domeniche sia in parte eccessivo o che occorra tenere conto di restrizioni specifiche (p. es. protezione dei lavoratori, CCL).
3.1.3 Oppositori dell’iniziativa (respingimento) Basilea-Città, Neuchâtel, Turgovia, Vallese
Questi Cantoni respingono il progetto e non vedono alcuna necessità di aumentare il numero di
domeniche di apertura dei negozi. Sottolineano che le normative esistenti sono sufficienti, che ulteriori aperture non apporterebbero vantaggi economici significativi, penalizzerebbero le piccole e medie imprese e potrebbero incidere negativamente sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori.
3.2 Conclusione
La maggioranza dei Cantoni e la CDEP sostengono il progetto interpretandolo come una moderata flessibilizzazione federalista che lascia ai Cantoni un maggiore margine di manovra per rafforzare il commercio al dettaglio rispetto al commercio online mantenendo la protezione dei lavoratori. Alcuni Cantoni respingono l’estensione non vedendo alcun vantaggio aggiuntivo e temendo ripercussioni negative sulle piccole imprese, sulle condizioni di lavoro e sulla vita sociale. Si constata nel complesso un approccio decisamente federalista: i Cantoni devono decidere autonomamente il numero e le modalità delle vendite domenicali esenti da autorizzazione.
3.3 Posizioni dettagliate dei Cantoni
La CDEP e i Cantoni AR, LU, SZ e ZG sostengono il progetto preliminare. Sottolineano che
domeniche di vendita supplementari soddisfano l’esigenza di maggiore flessibilità da parte dei clienti e potrebbero rendere il commercio al dettaglio più competitivo rispetto al commercio online. Considerano l’estensione una moderata flessibilizzazione sulla base delle norme esistenti. I Cantoni avrebbero così la possibilità di adeguare le loro disposizioni cantonali, fermo restando che la portata e l’organizzazione di tali adeguamenti rimarrebbero di loro competenza e verrebbero concordate con gli attori locali.
Rilevano inoltre che questo approccio federalista terrebbe conto delle diverse condizioni cantonali e comunali. Anche in caso di estensione andrebbero comunque assolutamente rispettate e mantenute al livello attuale le disposizioni del diritto del lavoro, in particolare quelle relative alla protezione dei lavoratori.