Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/72: Controprogetto indiretto all’iniziativa sui fuochi d’artificio – Iniziativa parlamentare 25.402 · 15 pagine

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25.402 Iniziativa parlamentare: Rapporto sui risultati della consultazione relativa al controprogetto indiretto all’iniziativa sui fuochi d’artificio

4.2.9 Articolo 44 capoverso 2 AP-LEspl

AR, BE, GL, GR, NW, SH, TI e UR accolgono con favore la variante della maggioranza. Anche il FOR e la SWISS RETAIL FEDERATION sostengono la proposta.

Le organizzazioni per la protezione degli animali e dell’ambiente e l’Associazione per una

limitazione dei fuochi d’artificio sono in linea di principio favorevoli al fatto che i Cantoni possano limitare temporaneamente e localmente l’accensione di fuochi d’artificio a determinate occasioni,

vincolarla ad altre condizioni o vietarla completamente. Ritengono però che la variante della

maggioranza non sia sufficiente. Il «parere della popolazione» sostiene la proposta nella misura in cui Cantoni e Comuni possano mantenere regole più stringenti o introdurne di nuove.

Per VD la formulazione proposta è imprecisa. Occorrerebbe infatti definire meglio cosa rientra nelle «altre condizioni». Inoltre la cooperazione intercantonale andrebbe definita già a livello di legge. Per BE occorre garantire che le autorizzazioni per l’accensione non siano di competenza primaria di un ufficio cantonale.

GE, i Verdi, il PS, la Lega svizzera contro il rumore e la SVS respingono la proposta.

4.2.10 Articolo 44 capoversi 2 e 3 AP-LEspl (variante della minoranza)

Per quanto riguarda l’articolo 44 capoversi 2 e 3 AP-LEspl, UR approva sia la variante della

maggioranza sia quella della minoranza.

GE, TI, i Verdi e il PS si dichiarano favorevoli alla variante della minoranza.

Anche le organizzazioni per la protezione degli animali e dell’ambiente e l’Associazione per una

limitazione dei fuochi d’artificio sostengono la variante della minoranza. Nel rispetto del principio di proporzionalità, ritengono ragionevole rinunciare all’obbligo di autorizzazione per l’accensione di fuochi d’artificio che rappresentano un rischio potenziale molto ridotto o ridotto (categorie F1 ed F2). In combinazione con l’obbligo di ottenere un permesso d’uso e uno d’acquisto a partire dalla categoria F2, l’obbligo contribuirebbe notevolmente a ridurre l’uso di fuochi d’artificio rumorosi. In virtù

dell’obbligo di autorizzazione previsto dalla variante della minoranza, l’uso di fuochi d’artificio della categoria F3 sarebbe limitato a eventi pubblici organizzati da professionisti. Ciò consentirebbe una pianificazione preventiva del rumore e un controllo mirato dei rifiuti prodotti. In tal modo sarebbe possibile organizzare in futuro grandi spettacoli pirotecnici in un contesto controllato, senza inutili impatti su ambiente, persone e animali. Il «parere della popolazione» sostiene in linea di principio la proposta della minoranza. Tuttavia, ritiene che i fuochi d’artificio rumorosi delle categorie dalla F2 alla F4 non debbano essere accessibili ai privati.

Ulteriore sostegno è espresso dalla Lega svizzera contro il rumore.

AR, BE, GE, GL, GR, NW, SG, SH, VD e la SWISS RETAIL FEDERATION respingono esplicitamente

la variante della minoranza.

GL e NW affermano che tale variante comporterebbe notevoli oneri amministrativi senza apportare benefici concreti per la sicurezza. Secondo NW, l’obbligo di autorizzazione provocherebbe ulteriori incertezze giuridiche e porterebbe a una regolamentazione eccessiva.

AG non ritiene sensata l’estensione dell’obbligo di autorizzazione per l’accensione alla categoria F3. Infatti, con un obbligo di ottenere un permesso d’uso per la categoria F3, l’acquisto sarebbe in ogni caso possibile solo presentando tale permesso e dopo aver seguito una formazione ad hoc. Inoltre, le persone formate nell’accensione di fuochi d’artificio sarebbero meglio informate sui pericoli annessi e pertanto si verificherebbero meno incidenti e abusi. L’obbligo di ottenere un’autorizzazione per

l’accensione per ogni fuoco d’artificio della categoria F3 causerebbe invece un onere sproporzionato per le autorità. Per ogni uso di prodotti della categoria F3 queste ultime dovrebbero infatti controllare, sulla base della documentazione fornita, se le distanze di sicurezza sono rispettate, valutare le

condizioni dei luoghi e poi rilasciare l’autorizzazione in accordo con il Comune interessato.