Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/72: Controprogetto indiretto all’iniziativa sui fuochi d’artificio – Iniziativa parlamentare 25.402 · 15 pagine
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25.402 Iniziativa parlamentare: Rapporto sui risultati della consultazione relativa al controprogetto indiretto all’iniziativa sui fuochi d’artificio
fuochi d’artificio da parte dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). SZ ritiene che le infrazioni siano spesso difficili da dimostrare e che le indagini richiedano molto tempo.
Per VD e NE è fondamentale che i Cantoni continuino ad avere margine di manovra come pure la possibilità di introdurre norme più stringenti. GE propone di aggiungere un nuovo articolo alla LEspl che illustri esplicitamente gli scopi della legge.
In merito all’attuazione sorgono questioni pratiche, ad esempio sulla definizione di «casi di lieve entità» secondo l’articolo 37 capoverso 1bisAP-LEspl (AI, BS) oppure sull’applicabilità delle limitazioni previste negli spazi pubblici (BE, JU).
GR afferma in linea generale che una manipolazione non adeguata dei fuochi d’artificio comporta un rischio non trascurabile di incendio di boschi e superfici.
4.1.2 Partiti
Il Centro condivide l’opinione della commissione e ritiene che l’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio», che prevede il divieto di vendita e utilizzo di fuochi d’artificio rumorosi, vada troppo oltre. A differenza del Consiglio federale, il Centro riconosce la necessità d’intervento e accoglie con favore l’elaborazione di un controprogetto indiretto. Ritiene buona la proposta della CSEC-N e sensata l’estensione dell’obbligo di autorizzazione per i fuochi d’artificio della categoria F3; inoltre non è del tutto contraria a una possibile estensione anche alla categoria F2. Anche il PVL accoglie
positivamente la controproposta della maggioranza della commissione, che considera come un
approccio equilibrato che coniuga protezione e tradizione.
I Verdi e il PS sostengono invece la controproposta della minoranza della commissione. Lo scopo dell’iniziativa, ossia la riduzione dell’impatto ambientale e una migliore protezione di persone e animali, verrebbe raggiunto al meglio con una versione più restrittiva del testo.
L’UDC respinge con decisione entrambe le versioni del controprogetto indiretto relativo all’iniziativa sui fuochi d’artificio. Il progetto rappresenterebbe un’ingerenza sproporzionata nell’autonomia dei Comuni e nella responsabilità individuale dei cittadini. Creerebbe inoltre burocrazia inutile, provocherebbe notevoli problemi di esecuzione e limiterebbe la libertà della popolazione con nuove regole e divieti. Le attuali norme a livello cantonale e comunale sarebbero invece già sufficienti.
4.1.3 Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città, delle regioni di montagna e dell’economia
L’ACS condivide l’opinione del Consiglio federale, secondo la quale l’iniziativa popolare va respinta e non occorre proporre alcun controprogetto diretto o indiretto, dato che le basi giuridiche in vigore sono già sufficienti. Il controprogetto indiretto intaccherebbe l’autonomia dei Comuni protetta dalla
Costituzione e con l’introduzione di un obbligo di ottenere un permesso d’uso per determinate
categorie di fuochi d’artificio genererebbe inutili oneri amministrativi. I Comuni temono inoltre che la modifica prevista della legge causerebbe incertezze e difficoltà nell’esecuzione.
Con una motivazione simile anche l’USAM respinge chiaramente il controprogetto. La rigida
regolamentazione a livello federale prevista da quest’ultimo metterebbe in pericolo la sussidiarietà e limiterebbe inutilmente le libertà locali. Anziché introdurre limitazioni omogenee e burocratiche, l’USAM chiede un approccio più equilibrato e pragmatico volto a: 1) rafforzare le competenze locali per
adeguare le regole alle condizioni e alle tradizioni regionali; 2) promuovere la formazione e la
sensibilizzazione circa un utilizzo adeguato dei fuochi d’artificio, nonché; 3) sanzionare in modo mirato abusi e comportamenti pericolosi (p. es. utilizzo di fuochi d’artificio nei pressi di ospedali, stalle o in zone densamente abitate) al posto di introdurre limitazioni generali, garantendo al contempo la libertà di festeggiare in modo ben organizzato e in sicurezza.