Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 26Fedlex · Rapporto esplicativo
una valutazione globale delle ripercussioni politiche, economiche e istituzionali delle misure in questione. Tuttavia, non costituisce un abbandono di principio di qualsiasi riflessione sull’evoluzione del finanziamento dell’AVS. Nell’immediato, la riforma si con centra su strumenti di finanziamento dimostratisi validi, chiaramente individuabili e compatibili con i principi fondamentali dell’AVS, in particolare la solidarietà intergene razionale, la semplicità del sistema e la stabilità delle entrate. Questo approccio mira a garantire la credibilità della riforma e a permetterne l’attuazione in tempi compatibili con le sfide finanziarie cui l’AVS è confrontata.
Aumento dell’età di riferimento
Il Consiglio federale ha esaminato approfonditamente la possibilità di un aumento ge neralizzato dell’età di riferimento nell’ambito della presente riforma. Dal punto di vista puramente finanziario e demografico, un aumento dell’età di riferimento oltre i 65 anni permetterebbe di contenere le uscite dell’AVS e di generare entrate supplementari gra zie alla maggiore durata della vita attiva. Questa misura strutturale consentirebbe di stabilizzare la situazione finanziaria a medio e lungo termine.
Tuttavia, non si può valutare una misura di questo genere soltanto dal punto di vista finanziario. L’iniziativa popolare federale «Per una previdenza vecchiaia sicura e so stenibile (Iniziativa sulle pensioni)»15, che prevedeva un aumento graduale dell’età di riferimento in funzione della speranza di vita, è stata respinta a grandissima maggio ranza dal Popolo e dai Cantoni il 3 marzo 2024, con il voto contrario del 74,7 per cento del Popolo e della totalità dei Cantoni. L’analisi VOX mostra che il motivo principale del rifiuto è stato il proposto aumento dell’età di riferimento oltre i 65 anni. Questo risultato esprime in modo chiaro che attualmente non vi è un consenso maggioritario su un aumento generalizzato dell’età di riferimento, un aspetto da tenere presente nell’elabo razione della presente riforma. Oltretutto, un aumento generalizzato dell’età di riferi mento avrebbe conseguenze particolarmente significative per le donne, attualmente interessate dal processo di armonizzazione della loro età di riferimento con quella degli uomini, che durerà fino al 2028 e sarà accompagnato da misure compensative fino alla fine del 2033. Un ulteriore aumento, che interverrebbe prima della scadenza del pe riodo transitorio della riforma AVS 21, sarebbe percepito come un onere supplemen tare costante e comprometterebbe l’accettabilità sociale della riforma. Inoltre, un au mento generalizzato dell’età di riferimento implicherebbe la predisposizione di misure di accompagnamento importanti, in particolare lo sviluppo di modelli di pensionamento più flessibili o di meccanismi che tengano conto della gravosità di determinate attività professionali. L’AVS non dispone però ancora delle basi di dati e degli strumenti ne cessari per attuare tali modelli in modo equo e mirato. Appare pertanto prioritario creare, nell’ambito della presente riforma, le basi legali e tecniche necessarie per svi luppare modelli di pensionamento differenziati e socialmente accettabili. Questo ap proccio graduale consente di rispettare la volontà popolare, recentemente espressa, di rafforzare la legittimità delle riforme future e di preparare, fondandosi su solide basi, un’evoluzione dell’età di riferimento più flessibile e più mirata a medio e lungo termine.
Il Consiglio federale ritiene necessario avviare già oggi il dibattito per successivi ade guamenti dell’età di riferimento. Alla luce dell’evoluzione demografica – in particolare
15 Decreto federale concernente l’iniziativa popolare «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni)»; FF 2023 1520.