Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/71: Politica agricola 2030+ · 131 pagine

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Dal 2017 sono disponibili basi pratiche per gestire le risorse idriche nelle regioni con penuria di acqua. Finora solo pochi Cantoni le hanno applicate in modo sistematico. Nell’ambito del programma di legislatura 2023–2027 il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di varare entro il 2027 una strategia sulla «Gestione delle risorse idriche – Periodi di siccità, forti precipitazioni, qualità dell’approvvigionamento idrico, protezione degli habitat acquatici», volta a garantire che la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e altri attori rilevanti promuovano una gestione sostenibile delle risorse idriche.

Clima

Le basi legali della politica climatica svizzera sono la legge sul clima e sull’innovazione (LOCli) e la legge sul CO2 con le rispettive ordinanze (ordinanze sulla protezione del clima e sul CO2). La LOCli costituisce il quadro di riferimento per la politica climatica svizzera a medio-lungo termine e sancisce un obiettivo di emissioni nette pari a zero da raggiungere in Svizzera entro il 2050. Di conseguenza, sono stati fissati target ambiziosi per i settori dell'edilizia, dei trasporti e dell'industria con orizzonti temporali fissati al 2040 e al 2050. Per raggiungerli, occorre ridurre il più possibile anche le emissioni di GES degli altri settori. La Svizzera deve compensare le emissioni di GES residue – provenienti dall’agricoltura, dalla produzione di cemento e dall’incenerimento dei rifiuti – mediante l’applicazione di tecnologie a emissioni negative (NET) sul territorio nazionale e all’estero.

La vigente legge sul CO2 rappresenta la prima tappa per l’attuazione degli obiettivi della LOCli e persegue l’obiettivo di dimezzare entro il 2030 le emissioni di GES rispetto al valore del 1990 nonché di ridurle in media di almeno il 35 per cento rispetto al 1990 tra il 2021 e il 2030. Impone inoltre alla Confederazione di coordinare i provvedimenti di adattamento ai cambiamenti climatici prendendo spunto dalla strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e dal relativo piano d’azione. In virtù alla legge sul CO₂ dal 2025 è in vigore un nuovo programma di promozione dei provvedimenti di adattamento («Adapt+»), che mette a disposizione aiuti finanziari per progetti selezionati.

Nell’autunno 2025 il Consiglio federale ha discusso due tematiche attinenti all’orientamento della politica climatica dopo il 2030. Il DATEC è stato incaricato di elaborare, entro fine giugno 2026, un progetto di revisione della legge sul CO2 e le condizioni quadro giuridiche.

Né la LOCli né la legge sul CO₂ o le relative ordinanze contengono o prevedono valori di riferimento per l’agricoltura. Si presume tuttavia che l’agricoltura riduca le proprie emissioni di GES almeno nella misura prevista dallo schema di riduzione definito nella Strategia climatica a lungo termine 2050 (riduzione delle emissioni di GES della produzione agricola nazionale di almeno il 40 % rispetto al 1990). Nelle sue discussioni sulla politica climatica dopo il 2030 il Consiglio federale ha stabilito che le misure volte a ridurre le emissioni dell’agricoltura devono continuare a essere attuate nell’ambito della politica agricola.

Energie rinnovabili

Nell’ottica di un rapido potenziamento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, il Consiglio federale ha posto in vigore la revisione della legge sull'energia (LEne) e le modifiche delle ordinanze rilevanti in questo ambito con effetto al 1° gennaio 2023. Diverse modifiche riguardano anche l’agricoltura. Ad esempio, gli impianti fotovoltaici senza consumo proprio possono essere sostenuti con un contributo d’investimento che può raggiungere il 60 per cento dei costi d’investimento computabili e gli impianti a biomassa con un contributo d’investimento fino a concorrenza del 50 per cento dei costi d’investimento computabili. Il 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il primo pacchetto della legge federale per un approvvigionamento energetico sicuro. Con queste nuove disposizioni è stato introdotto un premio di mercato fluttuante per determinati impianti fotovoltaici e a biomassa, inclusi quelli dell’agricoltura, che garantisce i ricavi derivanti dall'energia elettrica immessa nella rete. Per gli impianti di biogas è ora previsto un bonus per la produzione di calore. Il secondo pacchetto è entrato in vigore il 1° gennaio 2026. I gestori delle reti di distribuzione sono tenuti a ritirare e a rimunerare in modo adeguato l’energia elettrica prodotta in impianti (incl. quelli dell’agricoltura) e immessa in rete.

Biodiversità

Nel dicembre 2025 il Consiglio federale ha approvato la seconda fase (2025–2030) del piano d’azione Strategia Biodiversità Svizzera (PA SBS II) che affronta in modo specifico i deficit esistenti, in particolare per aumentare l'efficacia e l'efficienza del lavoro nel quadro degli accordi di programma e delle politiche