Rapporto esplicativo

Consultazione 2004/79: Decreto federale che approva la Convenzione dell'Aja relativa alla legge applicabile ai trust ed al loro riconoscimento · 44 pagine

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beni fiduciari come patrimonio separato sottratto ai creditori privati del trustee. Non prevede invece una legittimazione reale del beneficiary. Eventuali pretese nei confronti di un acquirente di beni fiduciari non sono fondate su una legittimazione reale, bensì su un rapporto personale (pretesa derivante da atti illeciti, impugnazione di donazioni).

1.4.4.4 Azione derivante da atti illeciti e azione d’indebito arricchimento secondo il diritto svizzero

Tralasciando il summenzionato constructive trust, in definitiva il diritto di rivendicazione nei confronti di chi ha acquisito un bene in malafede o a titolo gratuito non è nulla di particolare. Anche il nostro ordinamento conosce un’azione di risarcimento di carattere delittuale nei confronti di chi acquisisce in malafede beni posti in trust, dacché il comportamento dell’acquirente di malafede può essere considerato perlomeno un atto contrario alla morale. In certi casi potrebbe addirittura trattarsi di istigazione o ricettazione (art. 160 del Codice penale svizzero [CP, RS 311.0]) in combinazione con il reato di appropriazione indebita (art. 138 comma 1 CP, nella variante prevista dalla seconda ipotesi) o di amministrazione infedele (art. 158 CP). Quanto al tipo di risarcimento, il diritto dei trust diverge dal nostro ordinamento nella misura in cui l’attore può scegliere tra riparazione in natura (restituzione della cosa o del surrogato più eventuali redditi) e risarcimento in valore (a sua volta, il convenuto riceve in restituzione il prezzo d’acquisto e, nella misura in cui sia andato a beneficio del trust stesso, realiter o in compensazione). Tuttavia, questa regolamentazione non è affatto incompatibile con il nostro sistema di responsabilità civile. L’articolo 43 CO affida la determinazione del modo e della misura del risarcimento all’apprezzamento del giudice e così facendo lascia aperta anche la possibilità di una restituzione in natura.

Il diritto nei confronti di chi acquisisce in buona fede beni a titolo gratuito si fonda, come detto, sull’indebito arricchimento. Nel sistema angloamericano, chi acquista gratuitamente beni in seguito a un atto di slealtà (breach of trust) si arricchisce in modo iniquo. Anche sotto questo aspetto si notano forti parallelismi con il diritto svizzero. Le nostre norme sull’indebito arricchimento mirano anch’esse alla compensazione di trasferimenti patrimoniali iniqui, e la dottrina assimila a un tale trasferimento anche l’acquisizione in buona o mala fede di beni indebitamente alienati mediante donazione. Il principio è che le donazioni di beni altrui non meritano tutela. Così, l’articolo 239 CO viene interpretato in modo tale da riconoscere come donazione soltanto le liberalità concesse coi propri beni. Se ne desume quindi che le liberalità concesse con il patrimonio altrui non configurano una valida causa e pertanto non possono provocare il trasferimento della proprietà. Le liberalità concesse con beni affidati di cui formalmente è proprietario il donatore comportano il passaggio del titolo, ma fanno nascere un’azione di indebito arricchimento contro l’acquirente. Anche per quanto riguarda l’estensione del diritto vi sono parallelismi con il diritto svizzero. Anche il diritto di rivendicazione previsto in materia di trust si limita all’arricchimento sussistente (cfr. art. 64 CO), e le spese necessarie e utili devono essere rifuse all’acquirente in entrambi i sistemi (cfr. art. 65 CO).