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Consultazione 2004/8: Revisione dell'Assicurazione malattia: progetti delle leggi 1 · 99 pagine
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2 Peculiaritä del testo
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Qui appresso sono presentate in primo luogo le proposte del legislatore per i settori tematici ai quali per motivi di tempo (segnatamentela scadenza dei disciplinamenti vigenti) va accordatala prioritä.
2.1 Compensazione dei rischi
2.1.1 Disciplinamento vigente
Cenni storici sultanascüa det dirittovigente
La legge federale deI 13 giugno 1911 sull’assicurazione contro le malattie e gli infoauni (LAMD limitava fortemente il libero passaggio degii assicurati, applicando premi graduati in base all’etä di affiliazione, limiti di etä per l’affiliazione e riserve d’assicurazione. Per questo motivo erano soprattutto agli assicurati piü giovani (in particolare di sesso maschile), ossia gli assicurati con costi di malaRia inferiori alla media, che potevano cambiare assicuratore. Ne ë conseguita una crescente concentrazione di cosiddetti “cattivi rischi” presso determinati assicuratori malattie e una desolidarizzazione progressiva dell’assicurazione malattia. Per combattere questo fenomeno, con il decreto federale deI 13 dicembre 1991 concernente provvedimenti temporanei contro la desolidarizzazionenell’assicurazione contro le malattie, ë stata introdotta a partire daI I' gennaio 1993 Ia compensazione dei rischi tra assicuratori malattie. Con la LAMal la compensazione dei rischi ë stata inserita neI diritto ordinario con effetto a partire daI I' gennaio 1996 per una durata di dieci anni a contare dall’entrata in vigore della stessa legge, ossia daI 1'’ gennaio 1996 (art. 105 cpv. 4
LAMal).
Concedone deU’attuate compensaäone dei rischi
Vigente la LAMI la struttura dei rischi delle singole casse malati variava sensibilmente. Partendo daI presupposto che sarebbero piuttosto stati ancora gli assicurati
giovani e sani a far ricorso aI libero passaggio, senza un correttivo all’atto
dell’introduzione deI libero passaggio integrale, gli assicuratori con una struttura dei rischi sfavorevole avrebbero incontrato condizioni iniziali svantaggiose, alle quali non avrebbero potuto ovviare nemmeno con una buona organizzazione e arnministrazione. L’idea della compensazione dei rischi non ë mai stata fondata sui costi effettivamenteinsorti ai singoli assicuratori, bensi su fattori di rischio oggettivi, quali l’etä e iI sesso degli assicurati. A decidere se, in base a tale principio, un assicuratore deve versare tasse di rischio oppure riceve contributi compensativi ë dunque il confronto tIa la composizione per etä e sesso del suo collettivo di assicurati e quella di tutti gli assicuratori, ossia, di fatto, della popolazione residente. Gli assicuratori che rispetto alla media globale contano pitr persone anziane e di sesso femminile ricevono contributi da parte di quelli che ne assicurano meno.
La durata della compensazione dei rischi era stata limitata a dieci anni, poichë ci si attendeva che iI libero passaggio – seppur lentamente – riducesse le differenze tIa gti assicuratori relativamente all’etä e al sesso e perchë non si voleva che la compensazione dei rischi generasse un consolidamento strutturale indesiderato nell’assicurazione malattie.