Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/19: 11e révision de l'AVS (mesures relatives aux prestations) · 23 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 9Fedlex · Rapporto sui risultati
Organizzazioni interessate: Basler Armutskonferenz von unten
D’accordo Cantoni: BE, LU, UR, OW, ZG, AI, GR, AG, TG, VS, GE, JU
solo in
parte Partiti politici: PEV
Autorità e istituzioni affini: CDCF
Associazioni mantello dell’economia: SAV-UPS, USS
Organizzazioni interessate: alliance F, CSDP, VAA, FARES, ASA
Pur sostenendo la soppressione della rendita per superstiti spettante alle vedove senza figli, i Cantoni di BE, LU, UR, OW, ZG, AG, TG, TI, VD, VS, GE e JU criticano l’onere maggiore per i Cantoni risultante dal nuovo diritto alle prestazioni complementari e chiedono che i relativi costi vengano assunti dalla Confederazione. Tuttavia, SH, JU e BS preferiscono risolvere il problema mediante il diritto alle PC poiché altrimenti dovrebbero assumere tutti i costi per l’aiuto sociale ai quali la Confederazione non partecipa. SO, BS, SH, ZH, SZ, NW e SG si dichiarano totalmente favorevoli alla proposta. AR, NE, TI e VD la respingono, mentre il AI respinge per principio la concessione di prestazioni in caso di bisogno alle vedove senza figli. BE chiede in compenso che anche i vedovi con compiti assistenziali abbiano diritto a prestazioni complementari.
Tra i partiti politici, UDC e PEV sostengono la proposta senza riserve. Il PLR appoggia la proposta per motivi sociopolitici, il PEV per considerazioni di principio. Tuttavia, per quest’ultimo partito e per il PCS gli accrediti per compiti assistenziali devono dar diritto ad una rendita vedovile. I Verdi ritengono che la soppressione della rendita per vedove per le donne senza figli sia compensata con la rendita per vedove per le donne che svolgono compiti assistenziali a favore dei familiari. Solidarités ritiene che la misura causi una disparità di trattamento tra le vedove senza figli della stessa età: mentre quelle con accrediti per compiti assistenziali avrebbero diritto ad una rendita vedovile, le altre potrebbero eventualmente ricevere prestazioni in caso di bisogno.
Il PPD e il PSS respingono la proposta. Per le vedove senza figli (di età superiore ai 45 anni e che sono state sposate durante almeno 5 anni) i popolari democratici propongono il versamento di un’indennità pari all’importo di una rendita annua per aiutarle a reinserirsi nel mercato del lavoro. Tuttavia, le vedove e gli orfani di età inferiore ai 18 anni devono inoltre avere diritto alle prestazioni complementari; per i casi precedenti l’entrata in vigore della revisione vale la garanzia dei diritti acquisiti. Dal canto loro, i socialisti sottolineano la discriminazione tra i sessi, tuttora esistente sul mercato del lavoro, che svantaggia le donne dal punto di vista economico, le scarse possibilità di pensionamento flessibile e lo smantellamento, insoddisfacente, del principio assicurativo a favore di un sistema basato sul bisogno.
Per quanto concerne le autorità e le istituzioni affini, la CDCF ritiene che siano ancora da chiarire troppe questioni concernenti l’estensione del provvedimento e i suoi effetti su altri ambiti sociali (aiuto sociale, prestazioni complementari, riduzione dei premi). La CDOS accoglie la misura per considerazioni legate alla parità dei sessi. Ad una soluzione basata solo sul diritto in materia di aiuto sociale preferisce il proposto diritto alle PC, nonostante tema che la PC possa essere versata all’estero. La CFQF esige che anche agli uomini che, al momento del decesso della moglie, svolgevano compiti assistenziali, venga corrisposta una rendita per superstiti.
Tra le associazioni mantello dell’economia, quelle che difendono gli interessi dei datori di lavoro sostengono la soluzione proposta, mentre quelle che tutelano i lavoratori la