Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/19: 11e révision de l'AVS (mesures relatives aux prestations) · 23 pagine

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pensionati al consolidamento dell’assicurazione. I liberali-radicali auspicano tuttavia che la proporzione tra le componenti dell’indice misto sia ridefinita (1/3 per l’evoluzione dei salari e 2/3 per l’evoluzione dei prezzi), in quanto per i pensionati l’evoluzione dei prezzi ha un importanza maggiore rispetto a quella dei salari. solidarités respinge il provvedimento proposto rilevandone l’influenza finanziaria diretta su altre prestazioni (importi limite). Unitamente alle riforme previste per il 2° pilastro, questa misura comporterebbe un ridimensionamento generale delle prestazioni previdenziali. L’UDC respinge la proposta per principio, ritenendo che il rallentamento del ritmo degli adeguamenti, considerati gli altri provvedimenti proposti, non comporti un risparmio, ma una ridistribuzione che favorirebbe un piccolo gruppo di assicurati consentendo loro di fruire del pensionamento anticipato riscuotendo la rendita di vecchiaia completa. Il provvedimento incentiverebbe quindi la pensione anticipata invece della permanenza sul mercato del lavoro.

Per PSS, PCS e I Verdi il mandato costituzionale conformemente al quale le rendite del 1° pilastro devono coprire adeguatamente il fabbisogno vitale non è ancora adempiuto. Per il PSS anche l’indice misto è intoccabile. Secondo il PEV il rallentamento del ritmo degli adeguamenti non può essere proposto prima di aver risolto in maniera soddisfacente la questione dell’età di pensionamento flessibile.

Tra le associazioni mantello dell’economia, USAM, SAV-UPS e USC appoggiano la proposta, che vorrebbero però più radicale. L'USAM auspicherebbe una soglia di rincaro dell’8, lo SAV-UPS del 6%. Quale alternativa, l’USAM e l’USC propongono di adeguare le prestazioni soltanto ogni quattro anni.

USAM e FSA raccomandano inoltre di adeguare le rendite secondo l’indice misto soltanto qualora il grado di copertura del Fondo AVS sia superiore al 70% o il finanziamento sia garantito da altre fonti (in analogia all’art. 33quater LAVS conformemente al disegno di 11a revisione AVS respinto in votazione popolare il 16.5.04).

L’USAM propone di modificare il rapporto tra le componenti dell’indice misto riducendo ad un terzo la quota dell’evoluzione dei salari nominali ed innalzando di conseguenza a due terzi la quota dell’adeguamento al rincaro. Quale alternativa è proposto un modello conformemente al quale le nuove rendite verrebbero ancora fissate secondo l’attuale indice misto, mentre per i successivi adeguamenti si terrebbe conto esclusivamente del rincaro.

USS, Travail.Suisse e SIC ritengono inaccettabile una siffatta riduzione di prestazioni già oggi - in inadempienza al mandato costituzionale - insufficienti a garantire il fabbisogno vitale. L’USS ricorda inoltre che tra i pensionati più anziani sono tuttora molti coloro che non fruiscono di alcuna rendita del 2° pilastro o ne percepiscono una assai esigua: un ridimensionamento della compensazione del rincaro avrebbe dunque conseguenze ancora più negative.

Tra le altre organizzazioni interessate prevale il fronte del rifiuto. L’argomento principale è che già oggi le rendite del 1° pilastro non sono sufficienti a garantire il fabbisogno vitale. La FARES segnala inoltre che, qualora il ritmo degli adeguamenti fosse rallentato, le rendite potrebbero accusare perdite consistenti nel caso in cui si registrasse a lungo un rincaro di poco inferiore al 4%. Lo SBV-FSA ritiene inaccettabile una siffatta riduzione di prestazioni che già oggi - in inadempienza al mandato costituzionale - sono insufficienti a garantire il fabbisogno vitale e ricorda che i costi sociali ricadono sul settore delle PC. Lo SVS propone l’adeguamento delle rendite a partire da un rincaro del 2%.

La Pro Senectute è dell’avviso che, considerata l’evoluzione demografica prevista per i prossimi anni, una certa simmetria dei sacrifici sia giustificata e che anche i pensionati debbano quindi contribuire al consolidamento dell’AVS. L’ASIP appoggia la proposta, ma la ritiene insufficiente e si chiede se - viste le condizioni quadro finanziarie attuali - sia ancora proponibile garantire l’adeguamento delle rendite secondo l’indice misto. Secondo la