Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/19: 11e révision de l'AVS (mesures relatives aux prestations) · 23 pagine
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e la Pro Senectute. Anche SVS, Schweizerischer Blindenbund e AGILE sono aperti alla
soluzione, ma con alcune riserve.
9.3 Disciplinamento nel quadro delle PC e finanziamento
La maggioranza dei Cantoni respinge il disciplinamento proposto. Riconoscono che l’introduzione di una prestazione di prepensionamento ridurrebbe in una certa misura le spese di aiuto sociale a loro carico (SZ, NE), ma d’altro canto temono che le finanze cantonali subiscano un’ulteriore pressione nell’ambito delle PC (JU, BE, ZH, GE). SO approva la prestazione di prepensionamento unicamente alla condizione che un eventuale disavanzo non sia trasferito ai Cantoni. In questo contesto NE teme soprattutto un incremento della riduzione individuale dei premi e propone di modificare, in occasione della revisione, l’articolo 5 OPGA in modo che l’esistenza delle gravi difficoltà sia esaminata sulla base del premio più basso dell’assicurazione malattie e non più di quello più elevato. In generale BL è del parere che, viste le difficoltà finanziare in cui si trovano le assicurazioni sociali, si debba rinunciare all’introduzione di una nuova categoria di prestazioni. In linea di massima GE è favorevole a una prestazione di prepensionamento, ma non è convinto che la creazione di un nuovo tipo di prestazione nell’ambito delle PC sia la soluzione ideale. L’esistenza parallela di diversi sistemi di prestazioni basati sul bisogno è respinta da JU e SZ, tanto più che nella 10a revisione AVS le PC sono state definite come unico sistema di questo genere.
Per quanto riguarda i partiti politici, il PLR ritiene indispensabile che nel quadro della discussione sulla prestazione di prepensionamento si proceda ad un’analisi globale delle diverse finalità delle PC e delle relative ripercussioni finanziarie e che siano chiariti gli effetti del trasferimento. L’UDC si dichiara per principio contraria all’impiego di 400 milioni di franchi per la prestazione di prepensionamento e considera il credito d’impegno come un vero e proprio segnale d’allarme, siccome nemmeno l’UFAS crede che il budget complessivo previsto per la prestazione di prepensionamento possa essere rispettato.
Per quanto concerne le associazioni mantello dell’economia, secondo lo SAV-UPS il progetto desta il timore che con il finanziamento tramite crediti d’impegno a carico della quota della Confederazione all’AVS la Confederazione voglia sottrarsi ai suoi obblighi nei confronti del 1° pilastro. Il pericolo latente dell’esportazione delle prestazioni creerebbe insicurezza. Infine il rapporto con la rendita anticipata in relazione con il diritto alle PC non è definito con sufficiente precisione. Secondo economiesuisse, l’esistenza parallela di due sistemi di prestazioni basati sul bisogno complicherebbe inutilmente il sistema. Inoltre il progetto aumenterebbe le aspettative di prestazione nei confronti delle assicurazioni sociali, ragion per cui, in caso di proroga, il budget globale di 400 milioni di franchi non basterebbe più a coprire le uscite. Per l’USAM vi è il pericolo che la prestazione di prepensionamento diventi un “pozzo senza fondo”, qualora il numero degli assicurati che ne richiederà il versamento fosse superiore a quello previsto. L’integrazione nel sistema delle PC è considerata molto problematica dal punto di vista dell’attuazione. L’USS non è d’accordo con le modalità di finanziamento; infatti secondo il progetto la prestazione di prepensionamento verrebbe finanziata esclusivamente dalle donne. Il finanziamento di tale prestazione mediante un credito d’impegno e la riduzione, nel contempo, dei contributi federali permetterebbe alla Confederazione di ritirarsi in parte dal finanziamento dell’AVS e di diventare così il vero e proprio beneficiario dell’innalzamento dell’età di pensionamento delle donne.
Per quanto riguarda le autorità e istituzioni affini, di fronte alle continue misure di risparmio, la CFQF ritiene che l’approvazione del credito d’impegno da parte dell’Assemblea federale non sia compatibile con la realtà.
Tra le altre organizzazioni interessate, la KKAK, la VVAK e la IVSK sono contrarie ad un nuovo sistema di prestazioni di bisogno e dubitano che i 400 milioni di franchi disponibili