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Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 370 pagine
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Condizioni quadro per la produzione e lo smercio (Titolo secondo LAgr)
esiste l’alternativa di convertire le aziende a tappe, è possibile mantenere la prevista scadenza della normativa transitoria.
Per tenere conto, nel quadro dell’attuale legislazione, delle richieste di allentamento della globalità aziendale, occorre consentire la separazione delle colture perenni dall’azienda. In ogni caso bisogna attenersi all’unità tra campicoltura, prati, pascoli e detenzione di animali, poiché essa, a causa dei cicli delle sostanze nutritive aziendali e della rotazione delle colture, non può essere forzata. A livello di ordinanza occorre però offrire la possibilità di gestire in modo indipendente le colture perenni. Esse sono legate all’ubicazione e di conseguenza più che mai coltivabili indipendentemente dagli altri cicli delle sostanze nutritive aziendali e dalla rotazione delle colture. Anche i controlli non pongono praticamente problemi. Già oggi è possibile, in un'azienda biologica, gestire colture perenni non biologiche a condizione di rispettare le PPE (art. 7 dell'ordinanza sull'agricoltura biologica). In futuro, un’azienda con campicoltura e foraggicoltura nonché detenzione di bestiame può decidere di convertire al biologico la sua viticoltura oppure la frutticoltura e di continuare a gestire le altre parti dell’azienda secondo le PPE. Si ottiene così una certa flessibilizzazione nel quadro delle prescrizioni legali e in armonia con il diritto comunitario, senza però mettere in dubbio la credibilità delle nostre prescrizioni in materia biologica.
Æ Adeguamento dell’ordinanza sull’agricoltura biologica il 1° gennaio 2007
Denominazioni di origine protette (DOP) e Indicazioni geografiche protette (IGP)
Le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette sono spesso prese come esempio quando si tratta di evocare prospettive per gli agricoltori. Tuttavia, registrare una denominazione quale DOP o IGP non costituisce una garanzia di successo. Altri elementi, quali il grado di differenziazione del prodotto rispetto allo standard o la definizione di una strategia coerente su scala collettiva, sono determinanti per il risultato. In base alle esperienze fatte dal 1997, viene proposto un insieme di misure miranti a rafforzare l’impatto della legislazione DOP-IGP e dei suoi effetti economici. Vengono perseguiti miglioramenti in vari ambiti: difesa internazionale delle DOP-IGP, lotta alla frode in Svizzera, definizione e identificazione dei prodotti DOP-IGP, costituzione di raggruppamenti richiedenti, informazione attiva nelle regioni meno sensibilizzate. Questo programma può essere realizzato in gran parte sulla base di modifiche dell’ordinanza sulle DOP-IGP, di principi raccomandati dalla Commissione federale delle DOP-IGP, di direttive amministrative interne o ancora di consulenze di rappresentanti di categoria. Si tratta di utilizzare appieno il potenziale degli strumenti esistenti. È tuttavia necessario un emendamento della LAgr. La difesa delle DOP-IGP su scala internazionale è una priorità per i nostri prodotti di qualità71. Le DOP e le IGP fanno parte degli elementi chiave dello sviluppo sostenibile e della multifunzionalità della politica agricola. Nelle regioni periferiche, in particolare, questi prodotti costituiscono un pilastro dell'economia regionale e possono contribuire alla sua sopravvivenza. Il sostegno della Confederazione si giustifica pertanto per denominazioni registrate nel diritto pubblico, a condizione che la protezione conferisca unicamente un diritto d’uso a tutte le imprese che rispettano il capitolato d’oneri e non un diritto di proprietà esclusivo a beneficio di qualche impresa. La maggioranza delle nostre produzioni formaggiere tradizionali vengono d’altronde esportate. È dunque importante precisare il ruolo della Confederazione
71 Cfr. a tale proposito la risposta del Consiglio federale alle interpellanze Epiney (04.3350) e Germanier (04.3257).