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Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 370 pagine
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Condizioni quadro per la produzione e lo smercio (Titolo secondo LAgr)
Importazione di equini
Dal 1999 si vende all’asta il contingente doganale parziale degli animali della specie equina, esclusi riproduttori, asini, bardotti e muli (CP 1) per un totale di 2 922 capi. Dall’inizio della gestione dei contingenti, il contingente doganale parziale di 200 capi dei riproduttori viene ripartito presso l’UFAG conformemente all’entrata delle domande di autorizzazione. Dal 2002 il contingente doganale parziale di asini, bardotti e muli, pari a 200 capi, viene ripartito in base all’ordine di sdoganamento (ordine di entrata delle domande di sdoganamento alla frontiera).
Contrariamente a quanto avviene per altri prodotti agricoli, parecchi privati (annualmente circa 900, ossia oltre l’80 per cento di chi importa) importano cavalli nel quadro del CP 1. Avvalendosi soltanto un’unica volta o, sull’arco di un paio d’anni, solo poche volte di tale possibilità di importazione, tali privati considerano il disciplinamento relativo alle importazioni, ritenuto semplice dagli importatori professionisti, estremamente complicato e legato a un importante onere amministrativo. Questa è la ragione per la quale negli anni scorsi sono stati commessi dozzine di reati doganali; accadeva, infatti, che si importava un cavallo senza una quota del contingente doganale aggiudicato oppure il prezzo della vendita all’asta veniva pagato illegalmente dopo lo sdoganamento. Inoltre, da alcuni anni il CP 1 messo all’asta e ripartito è sfruttato soltanto nella misura dell’80 fino al 93 per cento. Con questa quota di utilizzazione, la vendita all’asta non costituisce una procedura di ripartizione ottimale. Vi si aggiunge il fatto che il prezzo d’aggiudicazione medio di 350 franchi per cavallo corrisponde soltanto al 3 per cento del valore medio di un animale importato nel corso del 2004. Inoltre, un numero importante di cavalli importati (p. es. cavalli e pony di razze speciali estere, cavalli per la pratica dello sport e cavalli da circo) non fa per nulla concorrenza a cavalli di provenienza svizzera. L’effetto protettivo del disciplinamento relativo alle importazioni, pertanto, è molto modesto.
Provvedimenti volti a sgravare il mercato della carne
La Confederazione può concedere contributi per il finanziamento di provvedimenti volti a sgravare il mercato in funzione delle eccedenze stagionali o temporanee.
Grazie ad azioni di riduzione dei prezzi e di immagazzinamento in particolare sul mercato della carne bovina e di vitello, è possibile contenere un calo dei prezzi a breve termine. L’onere finanziario era compreso, a dipendenza della situazione di mercato, tra i 4 e gli 8 milioni di franchi all’anno. In tal modo, annualmente è stato possibile immagazzinare temporaneamente tra le 1 000 e le 1 500 tonnellate di carne bovina e di vitello o ridurne in modo mirato il prezzo. Tale quantitativo corrisponde a meno dell’uno per cento della produzione annuale. L’UFAG ha incaricato la Proviande, sulla base di un accordo di prestazione, di occuparsi dell’organizzazione dei provvedimenti incluso il controllo del tipo e del quantitativo di carne immagazzinata.
Sorveglianza dell’andamento del mercato e dello sgombero del mercato
Su incarico dell’UFAG la Proviande deve designare i mercati pubblici per animali della specie bovina e ovina e raggrupparli in un elenco dei mercati annuali. I mercati per il bestiame grosso sono organizzati in 19 Cantoni, quelli per i vitelli in 8 Cantoni e quelli per le pecore in 17. Le organizzazioni contadine e/o gli uffici cantonali ne sono i promotori. Annualmente i produttori possono mettere in vendita i loro animali in circa 900 mercati per bestiame grosso, 450 mercati per vitelli nonché 300 mercati per ovini. I collaboratori della Proviande stabiliscono la classe commerciale di ogni animale presentato (carnosità e tessuto grasso). In seguito gli animali vengono ven-