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Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 370 pagine
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Condizioni quadro per la produzione e lo smercio (Titolo secondo LAgr)
Classificazione della qualità
Le prescrizioni dell’articolo 49 LAgr relative ai criteri per classificare la qualità in modo neutro sono invariabilmente in vigore dal 1999. Attraverso un accordo di prestazione l’UFAG ha incaricato la Proviande di effettuare la classificazione neutrale della qualità fino alla fine del 2007. Sui mercati pubblici sono gli esperti della Proviande a stabilire la classe commerciale (carnosità e tessuto grasso) di tutti gli animali vivi della specie bovina e ovina. Anche nei circa 40 macelli più grandi essi stabiliscono la classe commerciale di tutti gli animali macellati della specie bovina, ovina, equina e caprina. Questo è particolarmente importante per i fornitori dato che essi non dispongono di alcun accesso ai macelli. Nel caso di animali macellati della specie suina, la quota di carne magra è stabilita mediante speciali apparecchi. La classificazione neutrale della qualità riguarda oltre l’80 per cento degli animali macellati.
Sia i produttori sia gli acquirenti ottengono in tal modo un giudizio neutro sulla qualità degli animali. I risultati sono contestati raramente, ciò significa che il provvedimento è applicato in modo adeguato. I dati per la classificazione sono molto preziosi anche per le federazioni d’allevamento. L’onere finanziario della Confederazione per i compiti di classificazione ammonta a circa 4 milioni di franchi all’anno.
Valorizzazione della lana di pecora
Con il licenziamento della legge sull’agricoltura del 29 aprile 1998 il Parlamento aveva deciso di ridurre in modo progressivo i contributi per la valorizzazione della lana di pecora indigena. Tale riduzione avrebbe dovuto concludersi entro la fine del 2003. Come per altri prodotti agricoli il legislatore considerava la commercializzazione della lana di pecora non più come un compito statale, bensì come compito dei produttori e delle loro organizzazioni. Invece dei contributi, nell’ambito della PA 2002 sono stati incrementati i pagamenti diretti. Inizialmente si era provveduto a sostenere la commercializzazione della lana attraverso un contributo federale annuo di 1,8 milioni di franchi.
Nel quadro della PA 2007, con l’articolo 51bis LAgr il Parlamento ha creato la base legale per sostenere ulteriormente la valorizzazione della lana indigena. La Confederazione continua a versare contributi per la raccolta, la cernita, la pressatura, lo stoccaggio e la commercializzazione della lana indigena. Adesso, con i contributi sussiste la possibilità di promuovere anche progetti innovativi di allevatori di ovini e addetti alla trasformazione della lana per valorizzare la lana indigena in Svizzera. Per sostenere questi due provvedimenti la Confederazione stanzia ogni anno contributi pari a 600 000 e, rispettivamente, 200 000 franchi.
Sostegno della produzione di uova indigene
Attualmente a livello di ordinanza sono in vigore due misure a favore della produzione di uova. Per la ristrutturazione e la costruzione di pollai particolarmente rispettosi delle esigenze degli animali per ovaiole, pollastrelle, giovani galli, pulcini (senza polli da ingrasso), galline e galli da allevamento (razze ovaiole e da ingrasso),
l’UFAG versa fino al 2006, contributi agli investimenti. Nei casi in cui vige una notevole offerta di uova, le aziende che organizzano azioni di spezzatura o ne riducono i prezzi, ottengono dei contributi. Per entrambi i provvedimenti, annualmente sono a disposizione circa 3,5 milioni di franchi.
Per molte aziende la detenzione di pollame costituisce un ramo di produzione importante. Con i contributi temporanei agli investimenti si sostengono i progetti volti a promuovere il benessere degli animali. Il provvedimento è quindi in sintonia con gli