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Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 370 pagine
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Condizioni quadro per la produzione e lo smercio (Titolo secondo LAgr)
per i quali esistono sbocchi proficui. Ridurre ancora l’intervento della Confederazione sui mercati non basta tuttavia a rendere i settori frutta e verdura competitivi quanto quelli dei Paesi limitrofi, membri dell’UE. Gli strumenti della politica agricola già disponibili per rafforzare le condizioni di base della produzione devono essere adeguati ai bisogni di questi settori. Ne fanno parte le misure di miglioramenti strutturali; i corrispondenti adeguamenti sono proposti nel numero 2.4.2.5. Considerata la riduzione della protezione doganale, è in effetti indicato avvicinare le nostre possibilità di sostegno a quelle dell’UE.
Misure prese dalle comunità di produttori
L’UE, confrontata prima della Svizzera a una più forte concorrenza di Paesi terzi sul suo mercato interno, ha già reagito e adeguato i suoi strumenti. Dall’entrata in vigore del regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli, ha fatto del rafforzamento delle strutture di produzione e di commercializzazione la misura di sostegno essenziale ai settori frutta e verdura. Le organizzazioni di produttori, intese come comunità di produttori riconosciuti che vendono la loro produzione seguendo regole decise democraticamente, sono il perno di questa politica. Le possibilità di sostegno dell’UE differiscono da quelle previste dalla LAgr in diversi punti. Gli aiuti si applicano a una maggiore varietà di misure, sono più importanti e assegnati a fondo perso. La loro concessione dipende tuttavia dallo sforzo consentito dai principali interessati. Nelle azioni lanciate dalle organizzazioni di produttori (programmi operativi), occupano un posto centrale il miglioramento della qualità e della compatibilità ambientale nonché la riduzione delle spese di produzione. È così possibile sostenere servizi di assicurazione della qualità, lavori di ricerca e di sviluppo e la pianificazione della commercializzazione.
La Confederazione si sforza di creare condizioni quadro propizie alla produzione e allo smercio dei prodotti agricoli (art. 2 LAgr). In tal senso, è importante soprattutto stabilire condizioni simili a quelle di cui si avvalgono i principali concorrenti della produzione svizzera, in particolare in caso di riduzione supplementare della protezione alla frontiera. Gli ambienti consultati sono chiamati a pronunciarsi sulla seguente questione: gli attuali aiuti finanziari, non dovrebbero in futuro essere accordati per un raggruppamento dell'offerta e completati da misure di sostegno equivalenti a quelle applicate nell’UE? Tale orientamento necessiterebbe di una modifica dell’articolo 58 LAgr.
2.1.6 Economia vinicola
2.1.6.1 Situazione iniziale
L’apertura progressiva delle frontiere, iniziata nel 1995, ha influenzato notevolmente il mercato del vino. Soprattutto le importazioni di vino bianco, che da allora sono triplicate, esercitano una forte pressione sulla produzione svizzera. Dal gennaio 2001 i tre contingenti doganali iniziali di vino notificati all’OMC sono stati riuniti in un unico contingente di 170 milioni di litri. L’apertura delle frontiere e la fusione dei contingenti vanno considerate in relazione all’evoluzione del consumo di vino in Svizzera.
Dal 1989/90 al 2000/03 il consumo di vino è passato da 320 a 286 milioni di litri. Questo calo riguarda 15 milioni di litri di vino bianco e 19 milioni di litri di rosso. Nello stesso periodo il consumo di vini svizzeri è sceso da 140 a 115 milioni di litri, se-