Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

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ne.32 Il problema per l’autorità fiscale è eseguire in modo conforme la riduzione dell’imposta precedente, ossia proporzionalmente alla quota di utilizzazione, nella produzione di beni esclusi dall’imposta, di beni preliminari e di beni di investimento sottoposti all’imposta precedente. L’impresa toccata dalla riduzione dell’imposta precedente è stimolata a fare apparire possibilmente esigua questa quota nei confronti dell’autorità fiscale. A differenza dell’autorità fiscale, l’impresa è a conoscenza della situazione effettiva. Questa lacuna di informazione causa problemi di attendibilità e di insufficiente avvicinamento alla situazione reale ed effettiva. Nel contempo il trattamento fiscale della doppia utilizzazione vincola le risorse sia presso l’autorità fiscale che presso i contribuenti.

5. Exemption creep: la caratteristica principale delle esenzioni improprie è la loro

correlazione. Ne consegue un processo designato come «exemption creep» (necessità di conseguire esenzioni). Ogni esenzione impropria origina una pressione diretta in vista di ulteriori eccezioni a monte e a valle della catena di creazione di valore aggiunto.

• L’introduzione di un’eccezione per la riduzione dell’onere fiscale su un determinato bene sollecita l’esenzione impropria (o propria) dei beni utilizzati per la produzione del bene stesso. I fornitori dei beni preliminari della catena di valore aggiunto ritengono che l’onere fiscale sul bene da sgravare può essere ridotto efficacemente soltanto diminuendo (o eliminando) la tassa occulta sul bene.

• L’introduzione di un’esenzione impropria all’interno della catena di creazione di valore aggiunto favorisce l’esenzione impropria degli utilizzatori successivi del bene impropriamente esentato. Questo fatto è manifesto quando un’impresa del terzo stadio di creazione di valore aggiunto acquista una prestazione preliminare da un’impresa del secondo stadio di valore aggiunto. Se la prestazione del secondo stadio di creazione di valore aggiunto è imponibile mentre quella del terzo stadio è esclusa dall’imposta, l’utile dell’impresa del terzo stadio di valore aggiunto corrisponde al valore aggiunto non incluso nell’imposta. Per contro, un’esenzione impropria al secondo stadio di creazione di valore aggiunto provoca all’impresa del terzo stadio di valore aggiunto un utile corrispondente alla non imposizione del valore aggiunto del secondo e terzo stadio.

1.2.3.3 Giustificazione dell’esenzione impropria in determinati casi

A prescindere dagli inconvenienti illustrati, esistono situazioni in cui l’esenzione impropria è giustificata e rende accettabile la tassa occulta che la vincola, come nei casi in cui è impossibile imporre l’output e per motivi pratici e fiscali non è opportuna un’esenzione propria:

Piccole imprese: per le piccole imprese le spese di riscossione e di pagamento incidono sfavorevolmente a tal punto da rendere ragionevole la non integrazione nel sistema dell’IVA. Per il medesimo motivo non entra in linea di conto neppure l’esenzione propria. L’esenzione impropria di imprese di piccole dimensioni è giustificata. Ciò permette di non imporre il valore aggiunto creato da queste piccole im-

32 Questa complicazione è confermata anche dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (v. nota a pié di pagina n. 20): Administrative Belastung der KMU durch die Mehrwertsteuer, pag.

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