Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 33Fedlex · Rapporto esplicativo
prese. Questa soluzione è un compromesso accettabile tra la volontà di mantenere basse le spese di riscossione e di pagamento – nella fattispecie d’importo nullo perché le imprese non si assoggettano presso l’AFC e non sono obbligate a presentare i rendiconti – e l’auspicio di non dover rinunciare completamente alle entrate a causa della tassa occulta. Inoltre le piccole imprese non sono eccessivamente avvantaggiate rispetto ai loro concorrenti di più grandi dimensioni.33
Produzione non destinata al mercato: un ulteriore motivo è la produzione venduta ad un prezzo inferiore a quello di mercato, rispettivamente a quello di produzione. Con ciò si intende la produzione non destinata al mercato.
La produzione per l’utilizzazione in proprio non destinata al mercato comprende le merci e le prestazioni di servizi di produzione propria, utilizzate da un’unità istituzionale per il consumo proprio o per i suoi investimenti lordi. Gli esempi più significativi sono le prestazioni di servizi provenienti da immobili utilizzati per il consumo proprio (valori locativi). Nella misura in cui è effettuata nel quadro delle economie domestiche, la produzione per l’utilizzazione in proprio non destinata al mercato dovrebbe essere integralmente esonerata dall’IVA.
Un’altra produzione non destinata al mercato è rappresentata dal valore di produzione messo a disposizione di altre unità a titolo gratuito, rispettivamente a prezzi economicamente insignificanti. Viene così a mancare la controprestazione sulla quale prelevare l’IVA. La produzione non destinata al mercato non è pertanto soggetta all’imposta sul valore aggiunto con deduzione dell’imposta precedente. Quest’ultima forma di produzione non destinata al mercato si riscontra nel settore statale e in quello delle organizzazioni private senza carattere lucrativo. Essa concerne segnatamente i rami settoriali ricerca e sviluppo, amministrazione pubblica, formazione ed educazione, sanità e settore sociale, rappresentanza di interessi, nonché associazioni religiose e altre associazioni ricreative, culturali, sportive e d’intrattenimento.
Significativi esempi di una produzione non destinata al mercato si hanno quando le istituzioni dello Stato sono in concorrenza con le imprese private. Le istituzioni di formazione dello Stato forniscono sovente le loro prestazioni a prezzi inferiori, che non coprono i costi, e spesso anche gratuitamente. Se queste prestazioni sono imponibili, per il fatto dell’esiguità della controprestazione abbinata, l’imposta grava soltanto una quota ridotta della prestazione o non la grava affatto. Per contro, le prestazioni delle istituzioni private di formazione, finanziate totalmente con le tasse scolastiche, sono integralmente imposte. La parità di trattamento dei due offerenti potrebbe essere realizzata con l’esenzione propria. Ciò significherebbe però privilegiare i settori propriamente esentati rispetto ai settori non esentati. Sebbene non sia neutrale a livello di concorrenza – perché il settore pubblico è avvantaggiato rispetto al settore privato – l’esenzione impropria resta comunque la variante preferibile.
Di principio potrebbe anche essere imposta l’altra produzione non destinata al mercato, imponendo i costi di produzione (metodo dell’addizione) invece che la controprestazione realizzata sul mercato. La base di calcolo dovrebbe in tal caso comprendere le prestazioni preliminari, la remunerazione per salari, gli ammortamenti, le tasse di produzione pagate, i redditi da interessi e da pigioni versati meno il reddito patrimoniale ricevuto, nonché un eventuale utile aziendale. In caso di contribuenti con una produzione di mercato e anche altre produzioni non destinate al mercato, si ap-
33 Secondo l’art. 10 D-LIVA queste imprese hanno tuttavia la possibilità di assoggettarsi volontariamente all’imposta.