Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/86: Modificazione della Legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP) · 59 pagine
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7.1.1.2 Limiti della valutazione
Una valutazione esaustiva delle possibili ripercussioni del progetto richiederebbe un approccio quantitativo per ogni singolo caso; in seguito sarebbe necessario sommare gli oneri in modo da calcolare la spesa complessiva. Un approccio di questo tipo sarebbe necessario non solo per via della diversità dei gradi di copertura constatati, ma anche perché il progetto autorizza differenti varianti di rifinanziamento. Queste potrebbero produrre un risultato diverso in ogni singolo caso, in funzione dei parametri propri ad ogni istituto di previdenza di diritto pubblico (soprattutto il tasso d’interesse tecnico). Come indicato al capitolo 4.4 del presente progetto, un approccio di questo tipo si è rivelato inapplicabile per via della molteplicità dei dati e della complessità dei calcoli e delle simulazioni necessari per ottenere risultati affidabili.
Tutte queste ragioni ci spingono ad adottare un metodo di valutazione semplificato, essenzialmente qualitativo, e ad usare dati globali solo come complemento.
7.1.2 Modularità del progetto ed effetti stabilizzanti
Il progetto prescrive un rifinanziamento integrale entro 30 anni: il primo principio relativo all’equilibrio finanziario stabilisce infatti che, qualora un istituto assuma autonomamente la copertura dei rischi, l’integralità dei suoi impegni deve essere coperta dal patrimonio di previdenza (art. 65 cpv. 2a). Durante il periodo transitorio, gli istituti di previdenza di diritto pubblico potranno continuare a mantenere la capitalizzazione parziale e quindi avere un grado di copertura inferiore al 100 per cento.
Le disposizioni proposte prescrivono all’organo di gestione supremo di determinare il grado di copertura degli impegni nei confronti degli assicurati attivi e il grado di copertura dell’insieme degli impegni contratti dall’istituto, fermo restando che gli impegni relativi alle rendite in corso devono essere coperti integralmente. La modularità consiste nel fatto che, qualora alla data di riferimento il grado di copertura dell’insieme degli impegni sia inferiore al 100 per cento, l’autorità di vigilanza può autorizzare l’istituto a mantenere il sistema di finanziamento a capitalizzazione parziale (cfr. art. 72a, cpv. 1).
L’effetto stabilizzante deriva dal fatto che i gradi di copertura calcolati alla data di riferimento dagli istituti di previdenza di diritto pubblico a capitalizzazione parziale fungono da valori minimi di copertura al di sotto dei quali non è più possibile scendere in seguito. Inoltre il mantenimento di un sistema di finanziamento misto è subordinato all’esistenza di una garanzia dello Stato e di un piano di finanziamento che garantisca l’equilibrio finanziario dell’istituto a lungo termine. Quest’ultima condizione presuppone, da un lato, che gli impegni nei confronti dei beneficiari di rendite siano coperti integralmente, e dall’altro che i gradi di copertura relativi agli impegni nei confronti degli assicurati attivi e all’insieme degli impegni dell’istituto possano essere onorati a lungo termine (cfr. art. 72a, cpv. 1). Infine va detto che l’effetto stabilizzante risulta anche dal fatto che – visto che l’autorizzazione a conservare un sistema di finanziamento misto è limitata agli istituti di previdenza di diritto pubblico che presentano un disavanzo alla data di riferimento – quelli che alla stessa data presenteranno un grado di copertura uguale o superiore al 100 per cento potranno mantenere unicamente un finanziamento a capitalizzazione integrale.
7.1.2.1 Conseguenze della stabilizzazione iniziale
Come si è visto, gli istituti di previdenza di diritto pubblico che presentano un grado di copertura uguale o superiore al 100 per cento dovranno obbligatoriamente mantenere un sistema di finanziamento fondato sulla capitalizzazione integrale. A prima vista, questo vincolo può apparire economicamente neutro. In realtà non lo è, segnatamente quando i principali parametri subiscono cambiamenti, per esempio nel caso di evoluzione globalmente negativa dei rendimenti del patrimonio o di una sensibile fluttuazione degli effettivi. Stando ai dati attuali, queste considerazioni riguarderebbero 42 istituti di previdenza di diritto pubblico che raggruppano quasi 148'000 attivi e più di 77'000 beneficiari di rendite. In caso di evoluzione negativa dei parametri, questi istituti di previdenza di diritto pubblico sarebbero costretti ad applicare le stesse misure di risanamento previste per gli istituti di diritto privato.
Gli istituti di previdenza di diritto pubblico che presentano una copertura insufficiente alla data di riferimento avranno l’obbligo di mantenere al minimo i gradi di copertura determinati alla data di riferimento e dovranno rifinanziarsi integralmente entro un termine di 30 anni. A questo proposito possiamo fare un’osservazione analoga a quella fatta per gli istituti di previdenza di diritto pubblico a capitalizzazione totale: se circostanze sfavorevoli ( p. es. crollo delle quotazioni sui mercati o peggioramento del rapporto demografico) facessero