Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine

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piccole baracche in mezzo ai boschi). Le autorizzazioni per costruzioni di questo tipo saranno pertanto limitate nel tempo.

Nella disposizione sono menzionate anche le parti disabitate di un edificio per evitare che la limitazione dell’autorizzazione venga elusa edificando, per esempio, come un blocco unico un edificio a scopo abitativo e uno adibito a economia rurale.

La scadenza può essere protratta su richiesta (2° per.). Sussiste in ogni caso il diritto al prolungamento se i requisiti per una nuova costruzione sono soddisfatti o se sussiste un interesse pubblico rilevante che giustifichi la continuazione dell’utilizzazione. La domanda per protrarre la scadenza va inoltrata prima che scada il termine prefissato e si possa decidere definitivamente al riguardo, altrimenti interviene l’obbligo di demolizione (cpv. 2).

L’obbligo di rilasciare autorizzazioni limitate nel tempo si applica in linea di massima: sono cioè ammesse eccezioni. Si pensa qui in particolare ai casi in cui è più logico vincolare il rilascio dell’autorizzazione a una condizione risolutiva, che verrebbe quindi a sostituire la durata limitata. Nella legge, tuttavia, la durata limitata è considerata la norma perché è più semplice da attuare e offre ai proprietari più garanzia rispetto a una condizione risolutiva.

Appare alquanto improbabile che vi possano essere situazioni in cui si può rinunciare sia alla durata limitata sia alla condizione risolutiva. Lo scopo della presente disposizione è che gli edifici e gli impianti fuori delle zone edificabili che non hanno più ragione d’essere vengano prima o poi demoliti. Anche concretamente, rinunciare alla durata limitata o a una condizione risolutiva non sembra necessario. Proprio nel caso di impianti infrastrutturali destinati a una lunga durata e che richiedono investimenti ingenti può essere fissato fin da subito un termine piuttosto lungo, prolungabile senza problemi se l’interesse pubblico persiste.

Partendo dal principio secondo cui gli edifici, gli impianti e le parti di edifici disabitati vengono, in linea di massima, autorizzati per un periodo limitato, la competenza per il rilascio dell’autorizzazione dovrebbe spettare alla Confederazione. Nel caso delle linee ferroviarie o delle strade nazionali sussiste una minima probabilità che non venga richiesto il prolungamento dell’autorizzazione; ma esistono molti edifici e impianti ubicati in zone coltive e autorizzati sulla base del diritto federale che, nel medio o lungo termine, potrebbero diventare superflui ed essere quindi demoliti (edifici militari, costruzioni presso le fermate dei mezzi pubblici, antenne GSM-R, condutture elettriche e stazioni di trasformazione, stazioni di decompressione e di misurazione per condutture di trasporto). Il termine dell’autorizzazione potrebbe essere fatto dipendere dalla diversa natura dei vari edifici e impianti. Si potrebbe prevedere un limite massimo di 80 anni per il primo termine, in analogia con la durata massima della concessione di diritti d’acqua secondo l’articolo 58 della legge federale sull’utilizzazione delle forze idriche.

Conformemente al capoverso 2, allo scadere dell’autorizzazione va ripristinato lo stato originario. Sono fatte salve le nuove autorizzazioni edilizie per il fondo in oggetto che consentono un’altra utilizzazione futura. Se, per esempio, viene meno il fabbiso-