Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/34: Legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione (Legge sull'organizzazione delle autorità penali, LOAP) · 40 pagine

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Il diritto di impartire istruzioni è il corrispettivo della responsabilità assunta e quindi spetta a chiunque svolga mansioni direttive in seno al MPC. Tale diritto compete:

− al procuratore generale – e quindi anche al suo supplente in caso di assenza – nei confronti di tutti i collaboratori e di tutte le unità del MPC (lett. a); inoltre

− ai procuratori capo, ma soltanto nei confronti dei loro subordinati e delle unità sottoposte (lett. b).

Vista la struttura gerarchica del MPC, è evidente che le istruzioni del procuratore generale annullano eventuali istruzioni divergenti impartiti da un procuratore capo.

Se il MPC dovesse voler mantenere svariate tipologie di procuratori, andrebbe comunque garantito – a mezzo di un’istruzione generale – che quelli preposti abbiano la facoltà di impartire istruzioni a quelli subordinati (ad es. procuratori assistenti).

Con l’introduzione della LOAP e la concomitante abolizione della legge sul Tribunale penale federale vengono a cadere le istruzioni della Corte dei reclami penali all’indirizzo del MPC in base all’articolo 28 capoverso 2 LTPF.

Il capoverso 2 garantisce che il responsabile in seno al MPC possa determinare in ogni momento l’andamento di uno specifico procedimento: le persone di cui al capoverso 1 sono autorizzate a impartire istruzioni riguardanti l’apertura, la conduzione o la chiusura di singoli procedimenti, il sostegno dell’accusa e l’impugnazione. È ad esempio ipotizzabile che il procuratore generale voglia approvare di persona ogni atto d’accusa.

Il capoverso 2 s’ispira in parte ai capoversi 1 e 2 dell’articolo 15a dPP (progetto sulla vigilanza). Si è per contro rinunciato a trasporre nella LOGA i capoversi 3 - 5 dell’articolo 15a dPP:

− l’articolo 15a capoverso 3 dPP imponeva ai procuratori pubblici di motivare per scritto le istruzioni riguardanti un procedimento specifico. Ciò contrasta tuttavia con una struttura organizzativa rigorosamente gerarchica. Rispetto alla LOAP, il progetto sulla vigilanza accordava maggiore autonomia ai singoli procuratori pubblici;

− l’articolo 15a capoverso 4 dPP prevedeva un diritto di ricusarsi a favore dei procuratori pubblici che ritenessero illecita una determinata istruzione. Poiché i collaboratori del MPC non si atterrebbero comunque a un’istruzione del genere, una norma esplicita appare inutile;

− l’articolo 15a capoverso 5 dPP proibiva al procuratore generale di impartire, nel corso del dibattimento, istruzioni all’indirizzo del procuratore che sostiene l’accusa davanti al giudice. Anche questa disposizione è contraria al concetto di responsabilità gerarchica in seno al MPC.