Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/74: Via sicura; Programma d'intervento della Confederazione per una maggiore sicurezza sulle strade svizzere · 59 pagine

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prie condizioni. La vista assume in proposito un’importanza fondamentale: i conducenti di veicoli a motore colgono con gli occhi circa il 90 per cento delle informazioni rilevanti attinenti alla circolazione stradale. Quando si guida, tutte le funzioni visive e percettive devono dunque lavorare bene insieme per garantire una prestazione ottimale e non affaticante. È però un dato di fatto che con l’avanzare dell’età l’acuità visiva diminuisce: i 40enni possiedono ancora il 90 per cento circa della vista di un 20enne. Nei 60enni essa diminuisce già di un 25 per cento e negli 80enni scende in media al 50 per cento della capacità iniziale10. Nella guida notturna la situazione peggiora ulteriormente: l’acuità visiva si riduce a circa un ventesimo del valore giornaliero, con la conseguenza che ostacoli e pedoni sono percepiti con notevole ritardo. Se in più le condizioni di visibilità sono scarse (pioggia, nebbia, abbagliamento), la capacità visiva risulta essere compromessa a tal punto da rendere quasi inevitabili le situazioni di pericolo. S’impone pertanto un controllo regolare della capacità visiva da parte di personale specializzato. Al riguardo, il legislatore ha fatto finora affidamento sulla responsabilizzazione dei conducenti di veicoli a motore, con risultati però insoddisfacenti. Da un’indagine condotta già alcuni anni or sono dall’Ufficio federale delle strade allo scopo di testare l’acuità visiva di 500 titolari di una licenza di condurre è emerso che circa il 10 per cento delle persone esaminate non soddisfaceva nemmeno i requisiti minimi conformemente all’allegato 1 dell’ordinanza sull’ammissione alla circolazione (OAC; RS 741.51) e circa il 40 per cento presentava un’acuità visiva inferiore al valore prescritto (1,0/1,0). Possiamo presumere che, nel frattempo, questa situazione non sia andata migliorando. Dato che nella pratica non si misura quasi mai la capacità visiva dopo un incidente, nella statistica degli incidenti non vengono repertoriati i casi di capacità visiva limitata. Eppure è evidente che tra scarsa capacità visiva e rischio di incidente vi è un nesso di causalità. Suggeriamo quindi che a partire dal 40esimo anno d’età tutti i conducenti siano tenuti a inoltrare periodicamente (ogni 10 anni fino al 60esimo anno d’età, successivamente ogni 5 anni; variante: ogni 10 anni fino al 70esimo anno d’età) all’autorità competente un certificato attestante la capacità visiva, unitamente a un’autocertificazione sul proprio stato di salute. Nell’ottica della sicurezza della circolazione, fino al compimento del 70esimo anno d’età è sufficiente monitorare sistematicamente l’idoneità alla guida attraverso queste misure semplici, ma di comprovata efficacia (cpv. 2).

A partire dal 70esimo anno d’età occorre come in passato sottoporsi a una visita medica per accertare se si sia ancora in possesso dell’idoneità alla guida ritenuta sufficiente (cpv. 3). È abilitato a svolgere queste visite il personale sanitario con formazione in medicina dei trasporti. Non ha in linea di principio nessuna importanza se chi se ne occupa è il medico curante o di un medico di fiducia dell’autorità preposta. Ciò che conta sono le nuove prescrizioni in materia di garanzia della qualità dell’esame di verifica dell’idoneità alla guida (cfr. art. 25 cpv. 3 avamprogetto LCStr).

In vista del rilascio della licenza per allievo conducente o prima di sostenere

10 Universität Paderborn, Dr. Burkard Wördenweber, Wahrnehmung und Erzeugung von Licht, fig. 1 e 26; cfr. documentazione dettagliata all’indirizzo http://www.l-lab.de/DE/DE.jsp