Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/15: Revisione ordinaria della legge sugli agenti terapeutici (2a tappa) · 112 pagine
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scrizione e dispensazione, associata al conseguimento di un reddito, può comportare un aumento del consumo di medicamenti e un pericolo per la loro sicurezza55.
In linea di principio, il progetto prevede di vietare ai medici la dispensazione di medicamenti nel settore ambulatoriale, che rimane comunque possibile nell'ambito del trattamento medico o veterinario e in occasione delle visite a domicilio o in fattoria. Alla base di questa separazione fra prescrizione e dispensazione vi è la teoria del principale-agente56: la dispensazione diretta costituisce un rischio tanto sul piano della polizia sanitaria quanto su quello della politica sanitaria a causa dell'asimmetria dell'informazione fra medici e pazienti e degli incentivi finanziari correlati alla dispensazione di medicamenti. Il divieto di dispensazione diretta sarà accompagnato da una riduzione della parte relativa alla distribuzione per i medicamenti inseriti nell'ES.
In alternativa si sarebbe potuto ricondurre il ricavo conseguito dai medici ai costi «effettivi». Questa opzione è stata scartata per due ragioni: anzitutto, la struttura dei costi degli studi medici è molto diversa da quella delle farmacie pubbliche e il monopolio in materia di prescrizione che la legge riconosce ai medici accentuerebbe la distorsione della concorrenza a scapito delle farmacie pubbliche. In secondo luogo, anche se non viene conseguito alcun guadagno dalla vendita di medicamenti, i medici dispensanti rimarrebbero una categoria più interessante degli altri medici per terzi intenzionati a esercitare un influsso su di loro. Il problema quindi non verrebbe risolto.
Un divieto della dispensazione diretta incontrerà la forte opposizione dei medici interessati. Il Consiglio federale tiene conto di questa realtà politica, concedendo ai Cantoni la possibilità di autorizzare altri operatori sanitari a dispensare tutti i medicamenti, se la farmacia pubblica più vicina non è raggiungibile con i mezzi pubblici in un tempo ragionevole. Questo tempo dovrebbe essere specificato in un'ordinanza del Consiglio federale.
Indipendentemente da questa questione, i Cantoni possono autorizzare le persone con una formazione riconosciuta a livello cantonale a dispensare senza indicazione medicamenti della medicina complementare. Poco importa che si tratti di un medico o di un terapeuta non medico: determinante è la formazione riconosciuta a livello cantonale.
L'adeguamento proposto persegue i seguenti obiettivi:
− La regolamentazione inadeguata del legislatore al primo livello viene corretta. Il problema risulta dalla combinazione degli elementi seguenti: monopolio dei medici in materia di prescrizione, prescrizione obbligatoria per i medicamenti che presentano un elevato potenziale di rischi e diritto di dispensare medicamenti a discrezione (cfr. n. 1.3.4).
55 Nel settore degli animali da reddito, sottoposto a vari controlli ufficiali, si è cercato di esercitare un certo controllo sul volume dei medicamenti, introducendo degli obblighi contabili e limitando le possibilità di dispensare medicamenti a titolo di scorta.
56 La problematica della dispensazione diretta può essere analizzata sulla scorta della teoria del principale-agente. Questa teoria contempla situazioni in cui un committente (principale) non è in grado di valutare in modo sufficiente la prestazione del mandatario (agente). È il caso quando fra le due parti si crea una situazione di asimmetria dell'informazione. La teoria del principale-agente si applica, fra l'altro, nel settore dei contratti. Essa permette anche di giustificare, sul piano microeconomico, la separazione fra prescrizione e dispensazione di medicamenti (cfr. Mas-Colell, A. Whinston, M.D., Green, J.R., Microeconomic Theory, Oxford University Press, 1995).