Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 176 pagine

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2.4 Misure volte ad accrescere le entrate

2.4.1 Aumento dell’imposta sul tabacco

Situazione iniziale

Attualmente l’imposta sulle sigarette ammonta a 10,942 centesimi il pezzo e al 25 per cento del prezzo al minuto, ma almeno a 19,067 centesimi il pezzo. L’ultimo aumento dell’aliquota è stato deciso al 31 dicembre 2008 ed è divenuto effettivo il 1° marzo 2009. L’articolo 11 capoverso 2 lettera a della legge federale del 21 marzo 196964 sull’imposizione del tabacco riconosce al Consiglio federale la competenza di aumentare dell’80 per cento al massimo le aliquote d’imposta per finanziare i contributi all’AVS, all’AI e alle PC e per adeguarle alle aliquote d’imposta in vigore nella Comunità europea. Sinora ha sfruttato tale facoltà in ragione di oltre il 64 per cento. Il margine di manovra residuo equivale a un aumento di 30 centesimi al pacchetto.

Le entrate preventivate nel Piano finanziario 2011−2013 si basano su un calo delle vendite di sigarette pari al 2,5 per cento annuo (da 2173 mio. nel 2011 a 2061 mio. nel 2013).

Aumento di 20 centesimi al pacchetto dell’imposta sul tabacco

In materia di imposta sul tabacco, il Consiglio federale conduce da anni una politica «dei piccoli passi». Nel rapporto sull’efficacia dell’aumento dell’imposta sulle sigarette del 2006, ha riaffermato tale strategia. Quando si tratta di decidere un aumento delle imposte, tiene conto delle entrate dell’imposta sul tabacco, dell’evoluzione del prezzo delle sigarette nei Paesi vicini e del livello d’imposizione nell’UE, dell’evoluzione del consumo di sigarette e della percentuale di fumatori, dell’evoluzione del contrabbando e del mercato nero, nonché delle vendite nel traffico frontaliero e nel traffico viaggiatori.

Il Consiglio federale prevede di adeguare l’imposta sul tabacco a decorrere dal 1° gennaio 2011. Tale adeguamento, sommato al contemporaneo aumento dell’IVA, farà in modo che un pacchetto di sigarette costerà 20 centesimi in più. Da un raffronto con gli attuali prezzi delle sigarette all’estero emerge che il nuovo prezzo al dettaglio della marca più venduta in Svizzera (7 franchi e 20) sarà di 60 centesimi superiore a quello praticato in Italia e di oltre 1.30 a quello praticato in Austria. Sarà praticamente azzerato il divario che ci separa dalla Germania e sarà ridotto a meno di un franco il divario con la Francia. Oltre a un calo generale delle vendite e a un aumento del rischio di contrabbando, tale misura produrrà una diminuzione delle vendite nel traffico frontaliero e viaggiatori. Aumenteranno invece i fumatori residenti in Svizzera che si riforniscono di sigarette nei Paesi limitrofi.

Alla luce di questi effetti, è lecito presumere che all’aumento del 3 per cento del prezzo delle sigarette farà da contraltare una diminuzione del numero delle sigarette