Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 176 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 20Fedlex · Rapporto esplicativo

delineano a partire dal 2011, l’accento deve essere posto sul consolidamento del bilancio della Confederazione. Nel Piano finanziario 2011−2013 del 19 agosto 2009 il Consiglio federale ha pertanto già prospettato una strategia completa di risanamento per l’autunno del 2009, concretizzata per la prima volta in maniera più dettagliata il 30 settembre 2009, sotto forma di un concetto fondato su tre pilastri.

Primo pilastro: moratoria della spesa

Come illustrato nel numero 1.1.3.4 sul bilancio della Confederazione incombono oneri supplementari dell’ordine di oltre 3,5 miliardi. La moratoria della spesa è pertanto destinata a impedire che il fabbisogno di correzione aumenti ulteriormente. Il Consiglio federale attua da un canto questa moratoria sospendendo i progetti che comportano notevoli uscite supplementari. Ciò riguarda segnatamente i disegni di legge con nuove disposizioni di sovvenzionamento e i decreti di finanziamento che richiedono un aumento dei crediti. Di norma sono considerati notevoli gli oneri supplementari a contare da 1 milione. Ove essi non possano essere evitati il Consiglio federale adotterà controfinanziamenti. L’Esecutivo si adopererà d’altro canto affinché il Parlamento rinunci a decretare nuove uscite non finanziate. Nel contempo dovranno essere respinti in maniera coerente gli interventi parlamentari che provocano notevoli uscite supplementari.

Secondo pilastro: consolidamento a livello di uscite

Conformemente al freno all’indebitamento, il consolidamento del bilancio deve in linea di massima essere operato sia sul versante delle entrate (maggiori entrate), sia quello delle uscite (minori uscite). Per diverse ragioni, secondo il Consiglio federale entra in linea di contro una sola strategia, che riduce essenzialmente le uscite:

– se l’attuale fabbisogno di correzione di circa 1,5 miliardi viene attuato sul versante delle uscite, la crescita a medio termine delle uscite potrà essere ridotta del 2,4 per certo circa a prescindere dai fattori di distorsione, come l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto a favore dell’AI previsto a contare dal 1° gennaio 2011. Sull’arco del periodo 2008–2015 questa crescita corrisponde all’incirca all’evoluzione annua presumibile del prodotto interno lordo. L’obiettivo della stabilizzazione della quota di incidenza dalla spesa pubblica può quindi essere raggiunto soltanto mediante un risanamento a livello di uscite;

– un risanamento che operasse primariamente sul versante delle entrate annullerebbe de facto gli effetti delle riforme fiscali del passato (imposizione della famiglia, compensazione della progressione a freddo). Ciò sarebbe incoerente e limiterebbe inoltre il potenziale di crescita dell’economia svizzera. In questo contesto va ricordato che in tempi recenti è stata introdotta, rispettivamente aumentata, tutta una serie di tributi e imposte e che ulteriori aumenti sono in discussione: dal 1° gennaio 2009 è riscossa una tassa sull’elettricità a favore delle energie rinnovabili (rimunerazione per l’immissione di energia a copertura dei costi – RIC), che dovrebbe essere