Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 176 pagine
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Rapporto
1 I tratti fondamentali del progetto
1.1 Situazione politico-finanziaria iniziale
1.1.1 Crisi finanziaria ed economica
Il Consiglio federale ha adottato il Piano finanziario 2011–2013 nell’agosto del 2009, quando la recessione mondiale aveva raggiunto il suo punto più basso. Le prospettive di politica finanziaria che vi erano delineate erano corrispondentemente cupe. Sebbene fin da allora si fosse partiti dall’idea che la crisi finanziaria ed economica sarebbe stata superata nel 2011, il piano finanziario faceva stato di deficit di finanziamento di circa 4 miliardi all’anno e di un fabbisogno di correzione ai sensi del freno all’indebitamento compreso tra 2,5 e 4 miliardi.
Questo peggioramento drastico delle prospettive finanziarie era essenzialmente riconducibile a tre cause:
− anzitutto le riforme fiscali adottate dal Parlamento (riforma dell’imposta sul valore aggiunto, imposizione della famiglia, compensazione delle ripercussioni della progressione a freddo) determinano ammanchi strutturali di entrate;
– secondariamente l’evoluzione economica ritenuta per gli anni 2011−2013 comporta implicitamente l’ipotesi di un calo di tendenza del prodotto interno lordo reale (PIL), ossia di una ripercussione strutturale a più lungo termine della crisi finanziaria ed economica sull’economia svizzera, circostanza che sarebbe anch’essa vincolata ad ammanchi strutturali di entrate;
− in terzo luogo, infine, le ipotesi nettamente inferiori di rincaro del 2009 e del 2010 determinano un calo delle entrate prospettate, mentre esse sono state prese in considerazione solo parzialmente nelle cifre dalla parte delle uscite.
Le prospettive finanziarie a medio termine di allora erano inoltre caratterizzate da grandi incertezze: il momento e l’intensità delle ripresa erano estremamente incerti, mentre il volume dei «possibili oneri supplementari» non iscritti nel piano finanziario era notevole. Un’ulteriore incertezza riguardava l’impegno di quasi 6 miliardi della Confederazione presso l’UBS SA, il cui esito era allora ancora aperto.
Già nello scorso autunno è apparso che la Svizzera era stata colpita dalla crisi finanziaria ed economica in misura inferiore a quanto si pensasse pochi mesi prima. Ne dà altresì testimonianza il Consuntivo 2009 presentato lo scorso mese di febbraio 2010 che presenta una notevole eccedenza nella parte ordinaria e con entrate straordinarie di quasi 7 miliardi grazie alla conclusione positiva dell’impegno UBS.
Anche uno sguardo al futuro è nel frattempo meno cupo. Dall’ultimo inverno i pronosticatori prevedono il ritorno della crescita economica già nel 2010 e la buona costituzione del mercato interno fa apparire realistica una ripresa durevole a contare