Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 176 pagine
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dal 2011. Le prospettive di politica finanziaria si sono così un poco schiarite: nell’ottica attuale il pericolo che la crisi lasci tracce strutturali in Svizzera è sensibilmente diminuito, mentre sparisce pertanto una delle cause dei deficit elevati negli anni del Piano finanziario 2011−2013.
D’altra parte l’equilibrio strutturale del bilancio della Confederazione prima della crisi e le misure moderate di stabilizzazione risparmiano la Svizzera da drastiche misure di rettifica in ambito di politica finanziaria.
Ciò non elimina però tutte le cause di peggioramento della situazione di bilancio. Per stabilizzare il debito e limitare la quota delle uscite anche dopo il 2010 occorre quindi una moderata correzione di rotta del bilancio: si tratta di consolidare le conquiste della politica finanziaria al di là dell’affievolimento della crisi.
Il Consiglio federale ha definito fin dallo scorso autunno i pilastri del Programma di consolidamento 2011–2013 (PCon 11/13) necessario a tale scopo. Nel senso di una pianificazione eventuale già fondata su previsioni più ottimistiche l’Esecutivo ha valutato in 1,5 miliardi all’anno lo sgravio da realizzare.
1.1.2 Prospettive economiche
In Svizzera la recessione ha preso fine nel corso del 2009, mentre per il 2010 il gruppo di esperti «Previsioni congiunturali» si aspetta una crescita positiva, seppure contenuta. In base alle previsioni pubblicate a metà dicembre 2009 il gruppo di esperti si aspetta una crescita del PIL a prezzi costanti dello 0,7 per cento1. A contare dal 2011 la ripresa potrebbe essere più robusta, con una crescita del PIL reale del 2,0 per cento circa. In considerazione dell’attuale ripresa tentennante della congiuntura rimangono valide le previsioni a breve termine sul mercato del lavoro. La percentuale di disoccupati dovrebbe incominciare a segnare un calo sensibile soltanto nel corso del 2011.
Lo scenario che funge da base per gli anni 2012 e 2013 si fonda sull’ipotesi che la crescita economica prosegua con il medesimo ritmo pronosticato per il 2011. Questa è quindi leggermente superiore alle ipotesi normalmente assunte nei piani finanziari (1,5 %). Ha in particolare un effetto di stimolo sulla crescita il fabbisogno di ricupero che dovrebbe far seguito al forte calo dell’attività economica appena patito. A mente di questa ipotesi la tendenza anteriore di crescita dovrebbe essere raggiunta nel 2014, mentre l’economia dovrebbe espandersi sul suo potenziale di crescita a medio termine dell’1,5 per cento circa. Lo scenario di crescita ipotizzato per gli anni 2012/2013 è stato elaborato unitamente agli esperti della SECO in materia congiunturale.
1 Le previsioni della primavera 2010 hanno ampiamente confermato queste valutazioni: anzi, per quanto riguarda la crescita nel 2010, esse sono addirittura leggermente più fiduciose (Gruppo di esperti: +1,4 % di crescita reale).