Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/132: 08.432 n Iniziativa parlamentare. La Svizzera deve riconoscere i propri figli · 16 pagine
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personalmente se intende acquisire la cittadinanza svizzera seguendo la procedura ordinaria.
1.3 Attuazione dell’iniziativa da parte della CIP
1.3.1 Istituzione di una sottocommissione
Nella sua seduta del 20 febbraio 2009, la CIP ha deciso di affidare l’attuazione dell’iniziativa parlamentare a una sottocommissione composta di sette membri (Tschümperlin, Geissbühler, Hiltpold, Hodgers, Hutter Jasmin, Marra, Schmidt Roberto). L’Ufficio del Consiglio nazionale ha approvato l’istituzione di una siffatta sottocommissione.
Tra maggio e settembre 2009 la sottocommissione si è riunita tre volte allo scopo di adempiere il proprio mandato. In occasione della sua prima seduta ha preso le prime decisioni di principio, che sono state concretizzate nelle due sedute successive. Il 10 settembre 2009, la sottocommissione ha approvato il proprio progetto con 5 voti contro 1 a destinazione della commissione plenaria.
1.3.2 Approvazione da parte della commissione plenaria
Il 5 novembre 2009 la CIP ha esaminato il progetto preliminare della sua sottocommissione. Dopo averlo approvato con 16 voti contro 8 e 2 astensioni, l’ha inviato in consultazione fino al 15 febbraio 2010.
1.4 Acquisizione della cittadinanza alla nascita e naturalizzazione agevolata: cenni storici
Dalla fondazione dello Stato federale, nel 1848, le condizioni per l’acquisizione della cittadinanza svizzera sono sempre state oggetto di confronti politici, spesso appassionati. Qui di seguito sono tracciati i principali sviluppi della legislazione in materia di naturalizzazione di giovani stranieri in Svizzera sia alla nascita sia mediante acquisizione della cittadinanza per mezzo di una procedura agevolata.
1.4.1 Tentativi fino ai primi anni Ottanta del XX secolo1
I primi tentativi volti a semplificare la naturalizzazione di giovani straneri risalgono alla fine del XIX secolo e agli inizi del XX secolo. Dalla fine del XIX secolo alla vigilia della Prima Guerra mondiale, la popolazione straniera residente in Svizzera segnava un significativo aumento ‒ raggiungendo il 15 per cento della popolazione totale nel 1910 ‒ in ragione della crescente industrializzazione. Per contrastare questa tendenza, percepita come una minaccia da alcuni strati della popolazione, la legge federale del 25 giugno 1903 sull’acquisto della cittadinanza svizzera e sulla rinuncia alla stessa prevedeva provvedimenti volti a incoraggiare l’acquisto della cittadinanza da parte dei cosiddetti figli della seconda generazione di stranieri. I Cantoni vennero autorizzati a concedere per legge la cittadinanza ai figli di stranieri domiciliati nel Cantone, sempre che la madre fosse svizzera per origine oppure i
1 Cfr. FF 1982 II, pag. 127-129