Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/52: Legge federale sui compiti della Confederazione in materia di polizia (legge sui compiti di polizia) · 96 pagine
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perfezionamento nonché esercitazioni transfrontaliere e permettono ai rappresentanti dell’altro Stato contraente di partecipare a corsi di perfezionamento.
La cooperazione di polizia in ambito nazionale e internazionale comprende anche le azioni standard di polizia. Con questo termine s’intendono le attività concrete e ordinarie, finalizzate all’esecuzione regolare dei compiti di polizia da parte di autorità senza competenza territoriale, come ad esempio i fermi e le perquisizioni ai sensi della LCoe o le osservazioni ai sensi dell’articolo 13 della presente legge. La forma di cooperazione passiva dell’assistenza di polizia standard, di cui alla lettera b, consiste nel tollerare azioni di questo tipo sul proprio territorio. Si tratta di una situazione riscontrabile negli inseguimenti. Questa forma di cooperazione è autorizzata, a condizione che la polizia possa eseguire le attività concrete di assistenza in modo indipendente. A titolo esemplificativo, è opportuno ricordare l’osservazione di breve durata già menzionata in precedenza. Si tratta di una misura che, in virtù della sua durata limitata e della sua applicazione circoscritta ai luoghi pubblici, può essere richiesta ed eseguita in modo autonomo dalle autorità di polizia a livello nazionale e internazionale51 Un ulteriore esempio è costituito dalle azioni spontanee quali gli inseguimenti52, che la polizia decide ed esegue in modo indipendente, anche se le azioni di polizia standard compiute da autorità di polizia non competenti sul territorio possano sfociare, in caso di escalation, nell’impiego della coercizione. Dato che si tratta di una misura urgente finalizzata all’applicazione della legge, di regola non connessa con la raccolta di informazioni destinate a una procedura penale, l’assistenza di polizia standard ha luogo conformemente alle norme che regolano i compiti e le responsabilità della legislazione sulla polizia e non della legislazione in materia di procedura penale.53 In caso di pericolo imminente, l’autorità di polizia che non ha la competenza sul territorio può eseguire un’osservazione di breve durata e l’inseguimento sul territorio straniero anche senza previa richiesta.
Tra le misure d’assistenza di polizia standard si annoverano inoltre le misure che, ai sensi del Codice di procedura penale, possono essere ordinate in modo indipendente dalla polizia (art. 198 cpv. 1 lett. c CPP; tali misure riguardano in particolare p. es. l’accesso a spazi non accessibili al pubblico se vi è pericolo nel ritardo ai sensi dell’art. 213 cpv. 2, il fermo di polizia e l’inseguimento ai sensi dell’art. 215 seg. oppure l’arresto provvisorio secondo l’art. 217 CPP).
Se invece un servizio di polizia non competente sul territorio pianifica o applica misure di coercizione processuale quali l’arresto dell’autore di un reato, le misure di assistenza in ambito nazionale e internazionale che implicano il ricorso alla coercizione vanno richieste tramite assistenza giudiziaria. Gli organi d’esecuzione di polizia agiscono in questo caso soltanto in qualità di organi esecutivi della giustizia.54
La lettera c riguarda la forma di cooperazione più importante nell’attività nazionale e internazionale di polizia, ovvero lo scambio d’informazioni relative a persone.
51 Cfr. art. 13 della presente legge, art. 43 cpv. 3 CPP e art. 40 CAS.
52 Cfr. art. 216 CPP o art. 41 CAS.
53 A meno che un’apposita norma sull’assistenza amministrativa dichiari ugualmente applicabili in determinate situazioni le norme sulla responsabilità del diritto processuale penale, come previsto p. es. dalla legislazione tedesca (cfr. Günther Mokros op. cit., pag. 47).
54 L’art. 75a AIMP nonché l’art. 39 cpv. 1 e 43 cpv. 3 CPP escludono l’assistenza amministrativa diretta da parte delle autorità di polizia, se l’adempimento di una domanda implica l’applicazione della coercizione processuale. Cfr. in merito anche Lobsiger Adrian, polizeiliche Amtshilfe und Schengen, in: Stephan Breitenmoser / Sabine Gless / Otto Lagodny (ed.), Schengen in der Praxis, Basilea 2009.