Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/71: 08.407 n Iniziativa parlamentare. Facilitare l'ammissione e l'integrazione di stranieri diplomati presso una scuola universitaria svizzera · 13 pagine
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modifiche all'articolo 47 OASA entrate in vigore il 1° gennaio 2009, grazie alle quali in futuro, dopo lo studio in Svizzera, per la concessione di un permesso di dimora si potrà far valere un elevato interesse non solo scientifico, ma anche economico, rappresentano un primo passo nella direzione giusta. Resta tuttavia il problema non indifferente dell'esecuzione che non avviene secondo criteri identici in tutti i Cantoni e perciò a volte sembra arbitraria. Il diritto vigente e la prassi amministrativa danneggiano soprattutto la buona reputazione della Svizzera quale piazza formativa ed economica. L'iniziativa parlamentare non persegue lo scopo di dare a tutti i diplomati universitari il permesso di dimora, ma piuttosto di eliminare ostacoli inutili a favore di persone di cui la piazza economica e formativa elvetica ha bisogno.
- L'Unione Svizzera degli Universitari (USU), rappresentata da Andrea Blättler e Markus Schmassmann, ha fatto notare che persone che soggiornano in Svizzera per motivi di formazione e perfezionamento, hanno diritto ad un trattamento corretto. Iniziando uno studio universitario in Svizzera, soprattutto gli stranieri che provengono da Paesi terzi devono risolvere problemi personali non indifferenti. Portando a termine gli studi in una struttura federale estremamente complessa come quella delle università elvetiche, gli studenti dimostrano un alto grado di flessibilità e una notevole volontà di adeguarsi alla società e alla cultura svizzera: qualità che hanno permesso loro di avere successo. Queste persone dispongono di notevole capacità nelle cosiddette „soft skills“: l'attitudine alla comunicazione interculturale e le conoscenze linguistiche, più che mai importanti nel moderno mondo del lavoro. Per gli ambienti economici e scientifici elvetici non ha senso che la Svizzera rinunci volontariamente a trarre il massimo profitto dal denaro pubblico investito nella formazione degli stranieri.
Le osservazioni sulle lacune del diritto vigente, ad esempio dell'articolo 27 LStr, confermano in larga parte l'analisi del relatore precedente. In sintonia con l'iniziativa parlamentare, i rappresentanti dell'USU propongono inoltre di adeguare le disposizioni dell'articolo 21 della legge sugli stranieri in modo che gli eventuali datori di lavoro non siano più tenuti a dimostrare che non ci sono candidati provenienti dalla Svizzera o da un Paese membro dell'UE o AELS per il posto a concorso. Inoltre i rappresentanti dell'USU hanno evidenziato la necessità di tener conto degli anni di studio in Svizzera nel calcolo per la concessione di un permesso di dimora per i diplomati che si sono integrati nel mondo del lavoro elvetico. Infine i rappresentanti dell'USU propongono che la legge permetta a questi studenti di svolgere un'attività lavorativa secondaria in tempi più brevi, cerchi di migliorare la cooperazione tra gli uffici e le università ed elimini gli ostacoli amministrativi più consistenti che impediscono di ricevere un visto da studente.
- Bruno Sauter, capo dell'ufficio per le questioni economiche e di lavoro del Cantone di Zurigo (Amt für Wirtschaft und Arbeit des Kantons Zürich), ha spiegato come il mercato del lavoro svizzero offra alle aziende la possibilità di trovare diplomati estremamente qualificati nello spazio europeo grazie all'estensione. Il diritto vigente è flessibile, ha mostrato di funzionare adeguatamente e in genere permette soluzioni valide per tutte le persone coinvolte. Gli specialisti che dispongono di esperienze particolari e provengono da Paesi non membri dell'UE sono stati accettati perché necessari dalle aziende. Inoltre ogni anno nel Cantone di Zurigo vengono inoltrate circa 10 domande di dimora ben