Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/71: 08.407 n Iniziativa parlamentare. Facilitare l'ammissione e l'integrazione di stranieri diplomati presso una scuola universitaria svizzera · 13 pagine
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motivate da persone provenienti da Paesi terzi in possesso di un diploma universitario svizzero e tutte vengono approvate. Negli anni passati il mercato del lavoro zurighese ha potuto assumere molta manodopera e il tasso di disoccupazione è rimasto basso. Tuttavia, a causa della situazione economica attuale, già nell'autunno 2008 è stata notata una diminuzione delle domande di permesso di lavoro; parallelamente è aumentata la disoccupazione. È necessario partire dal presupposto che la disoccupazione aumenterà anche tra la manodopera specializzata straniera. Grazie alla priorità data oggi ai cittadini elvetici, il mercato del lavoro è rimasto stabile nonostante la congiuntura e nessun settore ha registrato una modifica sostanziale del tasso di disoccupazione. Introdurre uno status particolare per un gruppo speciale renderebbe più difficile applicare le disposizioni. Infatti il nuovo gruppo speciale di diplomati universitari provenienti da Paesi terzi dovrebbe essere privilegiato nei confronti di altre persone provenienti anch'esse da Paesi terzi e con conoscenze particolari, ma senza diploma universitario. Sul mercato del lavoro questa situazione comporterebbe disparità nuove e non auspicate. Per una maggiore flessibilità andrebbe unicamente chiarita la questione se sottoporre a contingentamento anche le concessioni a cittadini di Paesi terzi con diploma universitario in Svizzera. Il capo dell'ufficio ha sottolineato inoltre la necessità di applicare in maniera uguale in tutti i Cantoni le disposizioni di ammissione secondo la legge sugli stranieri. Al contempo ha fatto notare tuttavia che la situazione del mercato del lavoro non è identica in tutti i Cantoni. Tra l'altro le equilibrate disposizioni odierne conferiscono la flessibilità necessaria agli ambienti economici e gli opportuni strumenti di protezione a favore dei lavoratori svizzeri ed europei.
- Anche Henri Rothen, presidente dell'ufficio della migrazione del Cantone di Vaud (Service de la population du canton de Vaud) era stato invitato per un'audizione, ma nonostante avesse dapprima acconsentito, ha disdetto la sua partecipazione poiché ritiene che le richieste dell'iniziativa parlamentare riguardino soprattutto le autorità vodesi di controllo del mercato del lavoro e non quelle di migrazione. Nella lettera del 23 gennaio 2009 alla sottocommissione ha rilevato il carattere chiaramente temporaneo dei permessi di dimora per formazione e perfezionamento. La prassi amministrativa e anche le sentenze del tribunale amministrativo federale mostrano che alcuni studenti stranieri di Paesi terzi non conoscono questa limitazione e desiderano restare in Svizzera al termine degli studi. Il legislatore, nella consultazione della legge sugli stranieri, ha tuttavia mantenuto consapevolmente la disposizione (art. 27 cpv. 1 LStr) secondo la quale deve essere garantita la partenza dopo una formazione o un perfezionamento in Svizzera. Per valutare la questione il Cantone di Vaud si attiene alla circolare dell'UFM del 5 ottobre 2006 in cui vengono stabiliti i criteri di determinazione di una partenza sicura. Secondo l'autore della lettera, non si può ritenere che questa disposizione rappresenti un ostacolo per studenti provenienti da Paesi terzi che desiderano studiare in Svizzera o accedere al mercato del lavoro al termine degli studi.
1.4.3 Statistiche e dati concreti
Come constatato dal Consiglio federale nella risposta alla mozione "Utilizzare a vantaggio della piazza economica svizzera gli investimenti effettuati per la