Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/110: Finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF; controprogetto all'iniziativa popolare «Per i trasporti pubblici») · 82 pagine

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In dettaglio

Hanno risposto in modo POSITIVO 26 partecipanti: sette Cantoni (OW, ZG, SO, BS, AG, TG, GE), un partito (GLP), un’associazione mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna (Unione città), un’associazione mantello dell’economia (Travail.Suisse), dieci organizzazioni e altre sei prese di posizione.

Mentre il GLP è per l’abolizione completa della deduzione per le spese di trasporto in quanto il pendolarismo non deve essere sovvenzionato, diversi partecipanti chiedono di valutare una variante più moderata. Secondo Unione città, Travail.Suisse e WWF occorrerebbe ad esempio esaminare una deduzione più alta (ca. 3000 fr.). ZG appoggia la misura aggiungendo che anche i canoni di affitto elevati non sono detraibili dall’imposta e auspica tuttavia un limite più alto, pari ad esempio a 1500 franchi.

Sono PARZIALMENTE favorevoli 23 partecipanti: la CTP, cinque Cantoni (BE, TI, VS, NE, JU), due partiti (PPD, Verdi), un’associazione mantello dell’economia (USS), nove organizzazioni e altre cinque prese di posizione.

Molti partecipanti auspicano soluzioni più moderate. Alcuni (PPD, CTP, BE, JU, USS, FRC, Litra, CI-TraPCH, SEV, FPC, transfair, ATA, Ouestrail, Infra, AllianzöVIni, acsi, RhB, Verdi) si esprimono a favore di una deduzione maggiore (ad es. equivalente ai costi di un abbonamento generale di seconda classe o 3000 fr.). NE teme che questa soluzione possa produrre un ulteriore aumento della popolazione nei centri urbani. Altri propongono soluzioni diverse: VS suggerisce una procedura a tappe e importi differenziati (1600 fr. negli agglomerati e 3300 fr. nelle altre regioni dal 2013 e 800 fr. negli agglomerati e 1600 fr. nelle altre regioni dal 2018). Anche TI richiama l’attenzione sulla situazione nelle regioni periferiche, mentre l’Alpenini auspica una graduazione in funzione della densità della rete di trasporti pubblici. Secondo i Verdi occorre invece abolire di principio le agevolazioni fiscali che promuovono un comportamento antiecologico, ma le maggiori entrate non devono servire unicamente a finanziare l’ampliamento dei trasporti pubblici.

Hanno risposto in modo NEGATIVO 27 partecipanti: otto Cantoni (ZH, UR, SZ, FR, AR, AI, GR, VD), tre partiti (PLR, PS, UDC), due associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna (Associazione Comuni, SAB), cinque associazioni mantello dell’economia (economiesuisse, U-SAM, Unione svizzera degli imprenditori, SSIC, CentrePatronal), sei organizzazioni e altre tre prese di posizione (tra cui ATA, AllianzöVIni).

Diversi partecipanti (UDC, USAM, Unione svizzera degli imprenditori, PS) sostengono che una simile forfetizzazione è in contraddizione con le esigenze del mercato del lavoro e in particolare con la flessibilità. UDC, ACS e TCS ritengono che questa soluzione penalizzi i pendolari che si spostano con l’automobile, soprattutto coloro che provengono dalle regioni rurali. Secondo economiesuisse questa misura causa un aumento delle aliquote fiscali e quindi dell’imposizione; anche ZH è preoccupato delle relative ripercussioni sul sistema fiscale e sul diritto tributario. UR, AI, GR e USAM reputano che con questa soluzione risultino discriminate le regioni periferiche. Secondo il PS l’obiettivo andrebbe promosso con misure di pianificazione del territorio. FR e VD approvano la misura a condizione che la