Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/113: Revisione parziale della legge federale sulle professioni mediche universitarie (legge sulle professioni mediche, LPMed) · 54 pagine

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Articolo 31a Obbligo di informazione (nuovo)

FMH/ISFM e senesuisse giudicano inutile questa norma in quanto già individuabile nella funzione di sorveglianza esercitata dal DFI.

UNES sostiene le posizioni di ASMAC e FMH a questo riguardo, tanto più che non vi è una giustificazione per le modifiche previste.

SMSR e SVM fanno notare che gli oneri amministrativi vengono addebitati ai candidati. È necessario introdurre una moderazione di questo diritto discrezionale, perché la gratuità induce a richiedere informazioni inutili e superflue. Le autorità di vigilanza devono limitare le loro richieste a ciò che è strettamente necessario per l'adempimento del loro compito e non devono sostituirsi all'organismo preposto al controllo della formazione.

CSST accoglie con favore la modifica che consente all'autorità di accreditamento di esercitare una maggiore vigilanza sui contenuti e sull'organizzazione responsabile. È assolutamente ragionevole che l'autorità di accreditamento possa verificare, con una procedura semplice e rapida, che i vari cicli di perfezionamento garantiscano gli obiettivi di formazione e i requisiti di qualità.

Articolo 34 Obbligo di autorizzazione

I Cantoni GR e SO approvano questa nuova formulazione.

Centre Patronal considera sorprendente che il progetto esoneri da ogni autorizzazione la professione medica esercitata in un servizio pubblico, anche quando una parte dell'attività viene svolta nel settore privato. La diversità di trattamento non è ammissibile, tanto più che essa è poco definita. L’importanza del provvedimento richiede spiegazioni più ampie di quelle del rapporto. Il federalismo tutela a buon diritto le competenze cantonali, però non può favorire un trattamento discriminatorio delle attività economiche private delle professioni mediche in funzione dello status giuridico, a seconda delle caratteristiche delle istituzioni sanitarie interessate.

FMH/ISFM giudica insufficiente la formulazione proposta in quanto tutti i medici attivi nei settori pubblico e privato che non esercitano sotto la propria responsabilità continuano a rimanere esclusi dal campo d'applicazione di questo articolo. È quindi necessaria una normativa complementare, di modo che la legge e gli obblighi professionali che vi sono connessi siano applicabili allo stesso modo per tutti i medici praticanti. In particolare, il registro delle professioni mediche MedReg dovrebbe includere tutti i medici professionalmente attivi. Ciò si potrà ottenere solo assoggettando all'obbligo di autorizzazione tutti i medici che hanno in cura dei pazienti o esprimono un parere medico su di essi. Alla luce di tali considerazioni, FMH/ISFM propone una modifica in tal senso del capoverso 2 e dell'articolo 36.

Articolo 34, capoverso 1

BEKAG (società dei medici del Cantone Berna) approva questa proposta.

AMDCS accoglie con favore questa disposizione che renderebbe necessaria anche un'autorizzazione all'esercizio della professione medica, per esempio, per tutti coloro che esercitano delle professioni mediche universitarie a titolo indipendente, ma che economicamente dipendono da una clinica o da una società. Il criterio determinante è la responsabilità professionale, non quella economica.

L'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA) propone la seguente formulazione: «L’esercizio di una professione medica universitaria sotto la propria responsabilità professionale è subordinato all'ottenimento di un'autorizzazione da parte del Cantone sul cui territorio essa è esercitata. Per i medici e altro personale medico che esercitano la professione nel servizio pubblico, l'autorizzazione è limitata alla rispettiva funzione pubblica esercitata.» («Für die Ausübung eines universitären Medizinalberufs in eigener fachlicher Verantwortung bedarf es einer Bewilligung des Kantons, auf dessem Gebiet der Medizinalberuf ausgeübt wird. Für Ärztinnen und Ärzte sowie andere Medizinalpersonen im öffentlichen Dienst ist die Bewilligung auf die jeweilige öffentliche Aufgabe beschränkt»). È da molto tempo che SUVA deve confrontarsi con la rivendicazione che tutti i suoi medici siano assoggettati a un'autorizzazione alla pratica medica per il fatto che, in certa misura, essi esercitano anche un'attività curativa. Non si comprende